Dopo l’enorme successo del Superman di James Gunn, le aspettative di pubblico e critica per il secondo film del nuovo DCU erano parecchio alte. Eppure, il film è stato accolto mediamente male dalla critica durante i primi giorni di anteprime. Vedendo tutti questi pareri negativi, ammetto di essermi preoccupata: poteva mai essere davvero così brutto, o semplicemente la misoginia insita nel pubblico medio dei cinecomics stava avendo la meglio? (Non dimentichiamoci del caso Captain Marvel nel 2019…)
Bene, dopo aver finalmente avuto l’occasione di vedere il film, posso dire che la risposta è… un po’ entrambe le cose. Supergirl, diretto da Craig Gillespie, porta sullo schermo una Kara Zor-El rozza, tormentata e angosciata, tutto il contrario di suo cugino Clark. Se quest’ultimo ha trascorso la sua intera vita sulla Terra, cresciuto con la convinzione di essere gentile e fare del bene all’umanità, Kara ha invece conosciuto la vita sul suo pianeta nativo, vita che le è stata successivamente strappata con estremo dolore. La Terra è casa per Clark, ma per Kara non è altro che un pianeta remoto e sconosciuto dove è stata mandata contro la sua volontà.

Milly Alcock interpreta abilmente una Supergirl in continua ricerca di un posto a cui appartenere, dilaniata dal ricordo del suo pianeta d’origine, dei suoi genitori, della sua vecchia vita a cui non può tornare. Se Clark è ricco di speranza, Kara è distrutta dal dolore e tenta di gestirlo con la fuga e l’alcool. Clark e Kara sembrano agli antipodi, eppure sono legati da un importante tratto: la bontà. Non fraintendetemi, Kara non è gentile o carina o dolce, ma, come suo cugino, lotta per ciò che ritiene giusto, anche se a modo suo: stesso fine, ma mezzi decisamente differenti.
Ma quindi, se il personaggio di Supergirl è promosso a così pieni voti, qual è il problema del film? Semplicemente, ha una trama troppo debole rispetto al suo predecessore e anche da un punto di vista registico e tecnico risulta piatto e poco ispirato. Nel corso delle loro avventure, Kara e Ruthye, una ragazzina a cui i Briganti hanno ucciso la famiglia a sangue freddo e che ora è in cerca di vendetta, visitano insieme molti pianeti, peccato che nessuno di essi sia distinguibile dagli altri, anzi, hanno tutti una certa estetica troppo simile ai pianeti marroni e terrosi tipici di Star Wars.

La trama, che gira intorno alle due protagoniste e al loro diverso rapporto con il dolore, manca della profondità conferita invece ai personaggi e si sviluppa in maniera non particolarmente originale. Le scene d’azione sono abbastanza generiche e prive di un vero impatto e i Briganti, diciamocelo, sembrano usciti direttamente da Mad Max: Fury Road. Questi difetti lo rendono un film inguardabile? Assolutamente no, ma lo trattengono dall’essere al livello di Superman, rendendolo un cinecomic piacevole ma dimenticabile da un punto di vista narrativo.
In ogni caso, non credo affatto alle persone che hanno criticato Supergirl paragonandolo a L’incredibile Hulk (2008) o affermando che fosse il peggior cinecomic che avessero mai visto (avrebbe senso solo se ne avessero visti meno delle dita di una mano), inoltre ritengo assolutamente fuori luogo alcuni commenti che ho letto nei confronti di Milly Alcock, che ci ha regalato una performance incredibile e ha dimostrato di aver fatto davvero suo il personaggio di Kara. Mi auguro davvero che non diventerà per il pubblico una Brie Larson 2.0, perché non se lo merita affatto.

Un po’ sprecato è stato invece il personaggio di Lobo, interpretato da Jason Momoa. Capisco che fosse più importante soffermarsi sul rapporto tra Kara e Ruthye, tuttavia Lobo è davvero troppo scollegato dal resto della trama e dei personaggi ed è più utilizzato come un deus ex machina che come un vero co-protagonista che affianca le due ragazze. Da un punto di vista visivo, invece, Lobo è qualcosa di spettacolare e anche nel fumetto sembra disegnato apposta per essere interpretato da Jason Momoa sul grande schermo.

In conclusione, vi invito a non farvi troppo influenzare dai commenti un po’ clickbait riguardanti il film e di andarlo a vedere per potervi fare una vostra opinione, o anche semplicemente per trascorrere due orette con un po’ di scazzottate e buona musica. Supergirl vi aspetta al cinema da oggi 25 giugno, distribuito in Italia da Warner Bros!
-Tiziana
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