Molti cinefili hanno incoronato il 2024 come l’anno dell’horror, con una così ampia varietà e quantità di film di genere che si sono susseguiti sul grande schermo, fra cui hanno spiccato The Substance, Nosferatu ed Alien: Romulus. Ciò non significa che ogni singolo film horror uscito lo scorso anno abbia avuto successo, e non ho nemmeno intenzione di girarci tanto attorno oggi parlandovi di Heretic: un horror psicologico che ha qualcosa di interessante da dire, ma lo fa in un modo alquanto stereotipato e noioso.
Due giovani missionarie mormoni, sorella Barnes (Sophie Thatcher) e sorella Paxton (Chloe East) svolgono i loro compiti quotidiani, bussando porta a porta, cercando di trovare nuove reclute. Il film non perde tempo a portarle dinanzi la dimora del nostro principale antagonista, il signor Reed (Hugh Grant). L’uomo imbastirà una conversazione arguta, portando le due giovani a dubitare della loro stessa fede.

Heretic, pur provandoci, non riesce a costruire la profondità necessaria poiché la narrazione risulta troppo affrettata. Le due ragazze cercano di convertire il signor Reed, che sembra essere un umile eremita che sta aspettando che la moglie finisca di cuocere una torta di mirtilli. Invita l’innocente coppia a casa sua e loro vedono questa come un’opportunità per cercare di conquistare Reed e accoglierlo nella loro fede. Ciò che traspare è il tentativo di Heretic di mescolare le acque: una discussione su come tutte le religioni siano una forma di manipolazione, e tutte derivino dall’unica “vera” religione (che non spoilererò, ma è il tipo di deduzione che farete forse dopo dieci minuti dall’inizio del film). Ci sono due tipi di atei: quelli che se ne stanno in disparte perché in realtà a loro non interessa la religione, e quelli che non stanno mai zitti, come a dire che l’ateismo è la loro fede; se davvero non credi in qualcosa, non saresti consumato dall’idea di non adorare, di non credere. Heretic è quest’ultimo tipo di ateismo, un film che vuole essere religioso, ma che alla fine non lo è affatto, poiché l’espediente che catalizza tutta la narrativa si rivela essere solo una scusante per proporci l’ennesimo film di uomini che odiano le donne. Del resto non c’è da stupirsi nello scoprire che dietro a questo film ci sono le menti di ben due uomini…

Discutere della religione e degli impatti psicologici e spirituali sulla società è stato trattato in più occasioni in altre opere, basti solo pensare al recente Conclave, che ha più da dire sulla fede utilizzata in modo inappropriato e fa un lavoro sublime nel marcare il sottile confine fra giusto e sbagliato. Heretic invece soffre di pigrizia, come se sapesse bene che la mancanza di un potere superiore ed i metodi di tortura possono essere abbastanza spaventosi (e coinvolgenti) per molti spettatori, e punta solamente a tutto ciò, inscenando un teatrino barcollante di illusioni.
La performance convincente di Hugh Grant nei panni del villain non basta a sostenere la pochezza di Heretic. Si lascia guardare, nelle sue ovvietà, ma è una cantilena senza mordente e spirito. Lascio a voi il giudizio finale.
Heretic, scritto e diretto da Scott Beck e Bryan Woods, vi aspetta al cinema dal 27 febbraio 2025 distribuito da Eagle Pictures.
-Angelica
Lascia un commento