Dopo la consacrazione di Drive My Car al Festival di Cannes nel 2021 col Prix du scénario e la sosta più astratta e politica di Evil Does Not Exist (Leone d'argento - Gran premio della giuria a Venezia80), Ryūsuke Hamaguchi torna con All of a Sudden, un’opera monumentale e sorprendentemente intima che sembra voler interrogare,... Continua a leggere →
#Cannes79: Teenage Sex and Death at Camp Miasma (2026), recensione in anteprima: identità queer attraverso il genere slasher
"Angelica, com'è andata la tua prima esperienza a Cannes?" "Ti dico solo che il primo film che ho visto è uno slasher meta-cinematografico queer." Teenage Sex and Death at Camp Miasma è molto più di uno slasher nostalgico travestito da operazione meta-horror. Con questo film, Jane Schoenbrun prende l’immaginario dei film a sfondo camp estivi... Continua a leggere →
The Drama (2026), recensione: danza macabra della percezione identitaria
Con Kristoffer Borgli, il romanticismo contemporaneo smette di essere rassicurante e diventa un campo minato psicologico. Dopo il surreale Dream Scenario, il regista norvegese torna ad esplorare l’imbarazzo sociale, la colpa e l’identità con The Drama, una commedia nera travestita da film sentimentale che lentamente si trasforma in qualcosa di molto più disturbante. La premessa è semplice: Charlie... Continua a leggere →
Oscars 2026, Miglior Film: le nostre recensioni
Bugonia Il nuovo film di Yorgos Lanthimos è un'esperienza intensa e avvincente, in gran parte perché assume la forma di un duello – tattico, filosofico, brutale – tra due personaggi che sembrano quasi impegnati in una gara intitolata "Chi è il criminale antisociale più oltraggiosamente spettacolare?". Liberamente ispirato al film sudcoreano del 2003 Save the... Continua a leggere →
Sirât (2025), recensione: l’allucinogena danza meditativa della morte
La parola araba sirât significa "sentiero" o "via"; nelle scritture islamiche e si riferisce a uno stretto ponte che collega il Paradiso e l'Inferno. Questo lo rende un titolo appropriato per il nuovo film del regista Oliver Laxe, che è al tempo stesso esaltante e devastante. Sirât è una storia di sopravvivenza su alcuni improbabili... Continua a leggere →
That’s a Wrap: i nostri preferiti del 2025
Ed eccoci qui, al nostro terzo anno da corvi, a tirare le somme di un 2025 oramai giunto al termine. Un anno che ci ha riservato non poche sorprese dal punto di vista cinematografico, e qua e là anche qualche amarezza. Ma oggi siamo qui esclusivamente per celebrare la bellezza, quella che ha accecato i... Continua a leggere →
#Venezia82: After the Hunt (2025), recensione in anteprima: il cinema scomodo ed elitario di Luca Guadagnino
After the Hunt è probabilmente il film più controverso e divisivo della carriera recente di Luca Guadagnino. Un thriller psicologico ambientato nell’élite accademica di Yale che parte da un’accusa di molestie sessuali, ma che presto abbandona ogni struttura da courtroom drama o manifesto morale per trasformarsi in qualcosa di molto più ambiguo, disturbante e volutamente irrisolto. La... Continua a leggere →
#Venezia82: Bugonia (2025), recensione in anteprima: satira dell’alienazione moderna
Bugonia di Yorgos Lanthimos è un’esperienza intensa e avvincente, in gran parte perché assume la forma di un duello – tattico, filosofico, brutale – tra due personaggi che sembrano quasi impegnati in una gara intitolata “Chi è il criminale antisociale più oltraggiosamente spettacolare?”. Liberamente ispirato al film sudcoreano del 2003 Save the Green Planet!, diventa sempre più... Continua a leggere →
#Venezia82: The Testament of Ann Lee (2025), recensione in anteprima: la danza del culto dell’amore nel musical di Mona Fastvold
Destinato a passare alla storia come uno dei musical più bizzarri mai realizzati, The Testament of Ann Lee di Mona Fastvold racconta la storia della leader fondatrice della religione Shaker attraverso spiritualità rivisitata e sequenze di danza che mescolano movimenti tradizionali e contemporanei. Potrebbe sembrare vagamente sperimentale e distaccato, ma il film è l'esatto opposto:... Continua a leggere →
#Venezia82: Frankenstein (2025), recensione: il frutto di genialità ed arroganza in chiave poetica
Il regista premio Oscar Guillermo del Toro esplora la condizione umana in Frankenstein (2025), un'audace rivisitazione dell'omonimo romanzo gotico del 1818 di Mary Shelley. L'affetto sincero di del Toro per i mostri ha caratterizzato la sua rinomata carriera; cerca costantemente di trovare la bellezza nell'oscurità e nell'ignoto. La sua interpretazione di Frankenstein è profondamente sentita... Continua a leggere →