Berlinale 2024 – Gloria! (2024), recensione in anteprima: la rivoluzione musicale è donna

Liberté, fraternité, musiché!

Questo potrebbe essere il fiero inno gridato a squarciagola dalle protagoniste di Gloria!, opera prima di Margherita Vicario approdato alla Berlinale di quest’anno. Un film intimo, scandito da suoni e silenzi, uno spartito musicale che si fonde alla pellicola cinematografica per dar vita ad un’innovazione, quella delle note del pentagramma dipinte di rosa, perchè la rivoluzione è donna!

Ci troviamo nel 1800 nell’istituto femminile S. Ignazio che si affaccia alla laguna veneziana. Teresa (Galatea Bellugi), da tutti rinominata “la muta”, domestica del fatiscente casolare gestito dal burbero – e spaesato – sacerdote ed insegnante di musica (che ha il volto di Paolo Rossi), ha un dono: il ritmo le scorre nel sangue e nonostante non abbia alcuna educazione scolastica per quanto concerne l’ambito musicale, ella compone melodie, sperimentando coi tasti del pianoforte, dando ascolto al suo orecchio ed a quell’istinto che porteranno le orfane dell’istituto a seguirla nella sua crociata verso la libertà d’espressione.

Il film, un omaggio a tutte le compositrici del passato condannate all’anonimato, è un grido di battaglia a suon di violini e voci angeliche. Ma la sua forza non risiede nel gonfiare il proprio petto spingendo la narrazione verso l’operistica ostentazione del messaggio da veicolare. Gloria! trasuda leggerezza, spontaneità, un’anima pop che strizza l’occhio a Sofia Coppola. Quello che quest’ultima fece con Marie Antoinette fu sovvertire i canoni del racconto didascalico e preimpostato, e Margherita Vicario abbraccia lo stesso spirito coraggioso, avventuriero nel comporre musiche e parole per la sua opera prima. Gloria! è un film che si sente prima ancora di farsi vedere, in cui il suono surclassa l’immagine e la dialettica.

C’è tanta audacia in questo film, specialmente se si considera il panorama cinematografico italiano, che quando vuole spingersi un po’ più in là – facendo il passo più lungo della gamba – precipita nel peccaminoso sentiero della strafottenza intellettuale, apparire anzichè essere. Ed è proprio in Gloria! e le sue donne che ci appoggiamo nella speranza – ben riposta – di osare ancora ed ancora, affrontando l’Ancien Régime e la dittatura artistica.

Gloria! di Margherita Vicario vi aspetta al cinema dall’11 marzo, distribuito da 01 Distribution.

-Angelica

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