
L’attuale nuova ondata del cinema horror sta lanciando molte proposte creative e interpretazioni sorprendenti al suo pubblico. The Substance ha puntato sul body-horror satirico, When Evil Lurks sull’orrore pagano più suggestivo, Nosferatu (ovviamente stiamo parlando del recente film di Rovert Eggers) promette un ritorno alla forma gotica più classica. Ed in mezzo a tutte queste opere si colloca The Girl with the Needle, un film danese cupo, diretto da Magnus Von Horn, che si insinua in un’epoca non troppo lontana da noi. È un film di confronto che esplora le questioni dei diritti riproduttivi delle donne e le terribili situazioni che vengono loro imposte quando tali diritti non vengono concessi liberamente. Non è una pellicola con l’intenzione di intrattenere il suo pubblico, ma piuttosto di sfidare, ricordare e mettere in guardia.
Ispirato al caso della serial killer Dagmar Overbye, il film ci presenta Karoline (Vic Carmen Sonne), una giovane donna povera che vive in una piccola città industriale in Danimarca verso la fine della prima guerra mondiale. La scena iniziale la vede sfrattata dalla stanza della pensione in cui vive a causa di considerevoli arretrati di affitto, e suo marito è morto in guerra, ma la mancanza di un certificato di morte la rende non idonea ai benefici della vedovanza. È sola, infreddolita e sconsolata. Quando cattura l’attenzione del ricco proprietario della fabbrica e rimane incinta da lui, sembra che la fortuna le stia sorridendo, ma la madre baronessa lo dissuade dal sposare Karoline, e questo dopo aver sottoposto la giovane a un esame pelvico improvvisato su un tavolo da pranzo per confermare il suo stato di gravidanza. Per aggiungere la beffa al danno, licenzia Karoline dal lavoro in fabbrica. Nel frattempo, suo marito torna dalla guerra, vivo ma certamente non in salute, indossando una maschera in stile Il Fantasma dell’Opera per nascondere il suo viso gravemente mutilato.

Incinta da un uomo che non la sposerà e ora disoccupata, Karoline cerca di abortire da sola, con un ferro da calza, ma viene fermata e aiutata da Dagmar (Trine Dyrholm). Ella consiglia a Karoline di cercarla una volta nato il bambino, e che troverà una famiglia affidataria adatta a lui, dietro compenso. Karoline accetta, ma non può permettersi di pagare Dagmar, quindi negozia un accordo per fare da balia ai bambini che passano per le mani dell’eccentrica donna, presumibilmente diretti verso famiglie amorevoli e benestanti. Mentre sempre più bambini vanno e vengono, Karoline incontra donne problematiche di ogni tipo e sembra affezionarsi sempre di più all’idea di una maternità surrogata a breve termine. Ma man mano che si lega sempre di più a Dagmar e alla sua piccola attività di commercio di bambini, scopre esattamente cosa succede ai neonati una volta che i genitori li hanno abbandonati. Ed è qui che entra in scena il teatro dell’orrore.

Inizialmente Karoline si trascina all’interno della sua vita miserabile evitando i legami emotivi, apparentemente contenta di sopravvivere come un animale selvatico. La sua gravidanza serve solo a ricordare la felicità che le è stata sventolata davanti e improvvisamente negata, e prova zero affetto per il suo bambino una volta nato. Naturalmente, il suo corpo non è così veloce a dimenticare l’abbandono del figlio e continua ad allattare, costringendola a soffrire il dolore dell’ingorgo senza un bambino da nutrire. Ciò che inizia come l’unico modo concepibile per pagare il suo debito e alleviare i sintomi post-partum, si trasforma lentamente in un affetto, una protezione, un istinto materno. È una crescita caratteriale che si colloca da qualche parte tra il biologico e lo psicologico, mentre finalmente ha la possibilità di considerare cosa sia la maternità e come la fa sentire. E in qualche modo, quella sua natura animalesca iniziale si scioglie per rivelare un nucleo più gentile e intelligente, la parte che la rende umana. Questo non significa che coloro che non si sentono materni o non hanno il desiderio di prendersi cura degli altri non siano umani, ma nel caso di Karoline, il suo arco evolutivo è trovare un significato in un’esistenza altrimenti brutale e desolante, e si scopre che provvedere e proteggere è ciò che glielo offre.

Una storia emozionante come questa richiede un approccio artistico alla fotografia e alla produzione che crei un mondo immersivo che sembra freddo e dannato tanto quanto sembra. La scena di apertura è un esercizio stilistico meravigliosamente surreale, un morphing di volti, l’uno sull’altro, causando una strana distorsione e giocando sull’idea di come le persone si presentano e chi sono dietro la facciata. L’intero film è in bianco e nero, quindi richiede gran parte del suo reparto luci, con abilità e precisione del direttore della fotografia Michał Dymek e dalla scenografa Jagna Dobesz. L’uso di luce, oscurità e ombra è così fondamentale qui per trasmettere l’emozione al livello più profondo, al punto che solo il modo in cui un’inquadratura è presentata ed illuminata ti dà una sensazione di sprofondamento. È gelido, ostile e tetro. Quello sguardo di sventura è catturato così perfettamente, da suggerire il funzionamento interno della mente di Karoline.
The Girl with the Needle è una terrificante storia di femminilità che non ha bisogno di coinvolgere il soprannaturale per trasmettere orrore. Sì, è la storia di una serial killer, ma più specificamente, riguarda l’effetto che il dramma ha sulle donne che la circondano, e esattamente ciò che sta simbolicamente ed emotivamente sottraendo alle persone commettendo questi omicidi. È un approccio sfacciato del disagio della vita che sembra molto più impattante a causa della sua familiare ambientazione domestica. Riguarda la disuguaglianza, il divario tra privilegiati e svantaggiati, gli impatti della guerra sulle nazioni neutrali, le caratteristiche che rendono una persona inadatta al consumo pubblico e, soprattutto, riguarda le donne che sono state deluse da tutti coloro che le circondano. Un film sulle deformità, non esente di debolezze, ma che si piazza con vanto nella stirpe degli horror della nuova leva, audace e provocatorio.
The Girl with the Needle sarà disponibile dal 24 gennaio 2025 sulla piattaforma Mubi.
-Angelica
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