Antipop (2023), recensione in anteprima: l’epopea artistica ed umana di Cosmo

Antipop, il documentario diretto da Jacopo Farina in arrivo in esclusiva su Mubiche, pone la sua lente d’ingrandimento sul percorso artistico in continua evoluzione di Cosmo, cantautore e musicista di Ivrea. Un docufilm fuori dagli schemi, umano e viscerale, prodigioso e sincero. Una parabola su tutto ciò che ruota attorno all’artista, fra fallimenti, sudore e alcol.

Il pericolo di cadere nell’autocelebrazione era fattibile, ma Antipop sceglie di porre l’attenzione sulla parte non visibile di quell’iceberg che è la carriera musicale di Cosmo. Perchè la vita è soprattutto questo, ciò che non raccontiamo, che accuratamente celiamo, come polvere sotto al tappeto, perchè esporsi fa male, alla pelle ed all’anima. Il prodotto di Jacopo Farina – qui alla sua opera prima – offre però uno sguardo onesto e speranzoso, perchè la strada è lì, davanti a Cosmo, davanti a noi tutti, e non ci resta che correre.

Preparatevi ad essere catapultati in un universo variopinto di suoni, luci al neon, una pellicola che odora di erba fresca, fili metallici e di casa. La famiglia di Cosmo, straordinaria e unica, sa proprio di casa, di genuinità, e ci si sente subito vicini a questi personaggi così a loro agio davanti la macchina da presa, disinvolti nell’essere se stessi senza alcun timore.

Antipop è un tributo alla diversità, elevata con accezione positiva, senza veli di giudizio. Antipop è l’epopea di Cosmo, eroe della quotidianità, ragazzo di provincia che ha sfruttato l’ordinario delle sue giornate per dar vita a qualcosa di straordinario, un motore creativo inarrestabile.

Antipop vi aspetta in streaming in esclusiva su Mubi a partire dal 1° marzo.

-Angelica

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