“You dream in a language I can’t understand. It’s like there’s this whole place inside you I can’t go.”
Avete mai pensato che ogni singola interazione che abbiate mai avuto nella vostra vita con un’altra persona non sia casuale? Dalle relazioni con i vostri cari, al semplice sguardo scambiato con uno sconosciuto a cui avete tenuto aperta una porta quella volta al supermercato, ogni interazione ha un significato. Past Lives parla di Nora e Hae Sung, due amici d’infanzia che la vita ha separato, parla di possibilità e di come esse entrino in conflitto con la realtà. È un susseguirsi di condizionali, di “e se…?”, di circostanze mai verificatesi.

Past Lives è il primo film della regista Celine Song, un film che si basa fortemente sulla comunicazione tra due mondi differenti, seppur comunicanti. Se dovessi spiegare Past Lives con una parola sola, probabilmente userei la parola “malinconia”, elecando esattamente i due punti del dizionario.
- Stato d’animo di vaga tristezza, spesso alimentato dall’indugio rassegnato o addirittura compiaciuto, nell’ambito di sentimenti d’inquietudine o delusione (“la m. dei romantici”)
- Anticamente, l’umor nero, uno dei quattro umori generati dall’organismo umano, cui si attribuivano malefici e spesso fatali influssi sulle funzioni vitali.
In primis, perché Past Lives è un lento ripercorrimento di una vita intera e di tutto il bagaglio emotivo che l’esistenza di una singola persona si porta appresso. Ogni scelta ha una conseguenza e ogni conseguenza porta rammarico e gioia insieme. Durante il film ci si rende benissimo conto che, come sappiamo già, ma spesso ci dimentichiamo, ciò che decidiamo in positivo avrà sempre una totale responsabilità e una fetta non indifferente di disappunto, dolore e mille “cosa sarebbe successo se avessi scelto altro?”.


Celine Song pone la sua lente d’ingrandimento sulle direzioni che i personaggi decidono di intraprendere, evidenziano come Nora scelga sempre – nonostante le perplessità – di andare avanti, proseguire dritta per la sua strada, mentre Hae Sung rimane ancorato formente al passato, imprigionato in una spirale di domande senza risposta che non gli permettono di respirare a pieni polmoni.
Non c’è una sola inquadratura o battuta che non sia intenzionale. Nora e Hae Sung sono tenuti separati l’una dall’altro sullo schermo per la maggior parte del tempo, in un film pieno di grandi e vuote immagini di spazio negativo. Quando Nora spiega il concetto coreano di “In-Yun”, in cui le vite delle persone sono destinate a intersecarsi, ancora ed ancora, attraverso cicli di vita e reincarnazione, suggerisce che il vero amore rappresenta il culmine di 8.000 di quelle intersezioni. Ed è lì che la regista sceglie di riempire le inquadrature di corpi e romanticismo che entrano ed escono casualmente, occupando lo spazio negativo dell’immagine.
L’intimità modesta della dimensione umana è uno dei punti di forza di Past Lives. I personaggi vivono in case piacevoli ma ordinarie, il tipo di luogo in cui puoi immaginarti di frequentare. Ci sono pochi grandi dettagli che catturano l’attenzione, ad esclusione della loncandina di Céline e Julie vanno in barca (film del 1974 diretto da Jacques Rivette) nell’ufficio del padre di Nora a Seoul, scelta non del tutto casuale vista l’anima sognatrice dell’opera. Infatti c’è un momento nel film sopracitato di Rivette che sembra abbinarsi con metaforica grazia alla pellicola di Celine Song: “Il tuo futuro è alle tue spalle”, dice uno dei personaggi, una frase che suona quasi come una rivelazione, una sentenza, se si pensa a Past Lives e le differenti scelte di vita dei suoi protagonisti.

Celine Song ci trascina nei mondi dei suoi personaggi senza soluzione di continuità. Man mano che Past Lives si sviluppa, alterna la quotidianità di Nora e Hae Sung, tratteggiando con leggerezza come si sono evolute le loro vite. Anche così, Nora – e la performance delicatamente calibrata di Greta Lee – rimane il centro gravitazionale del film. Quando ha vent’anni, vive a New York ed è diventata una drammaturga, per capriccio cerca Hae Sung su Facebook e scopre che anche lui, ancora in Corea del Sud, l’ha cercata. I due iniziano presto a videochiamarsi regolarmente finché Nora non decide che deve impegnarsi nella sua realtà a New York, prendendo le distanze dal suo passato.

Le scene in cui Nora e Hae Sung si riconnettono sono delicate, piacevoli, ma man mano che i giorni cedono il passo alla notte, la regista continua ad aggiungere dettagli sulla vita di Hae Sung in Corea del Sud, evidenziando come egli non metta mai radici profonde nella sua storia a differenza di Nora. Per gran parte del film, Hae Sung (interpretato dall’affascinante Teo Yoo) è una figura spettrale che appare sullo schermo di un laptop, il cui volto nasconde molto poco, inclusa la vulnerabilità e il desiderio. Tutto ciò sembra intenzionale e significativo come la visione di diversi amanti abbracciati attorno a Nora e Hae Sung quando, ormai non più adolescenti, decidono finalmente di ricongiungersi di persona a New York. A quel punto, ognuno si è sistemato nelle rispettive vite, ha storie separate, ha creato ricordi propri. Hanno personalità e modi distinti di occupare lo spazio e ognuno di loro ha avuto una relazione seria, focalizzando l’attenzione su quella di Nora con suo marito Arthur (John Magaro). Come Hae Sung, Arthur ha un viso dolce e trasparente che non sa nascondere le proprie emozioni, incluso il dolore che Nora a volte gli causa, dato dalle differenze che emergono nella loro vita quotidiana.
È importante soffermarsi su una delle sequenze più cruciali ed estese di Past Lives che ha luogo non molto tempo dopo che Nora ha messo fine alla sua corrispondenza con Hae Sung. In viaggio verso un ritiro per scrittori, questa è l’unica volta nel film in cui Celine Song si sofferma su uno spazio fisico, in questo caso una casa di campagna illuminata dal sole. Anche Nora indugia con timida curiosità in quelle stanze e, poco dopo essersi sistemata, un altro scrittore, Arthur, fa la sua entrata in scena. La regista riprende il suo arrivo dalla stanza di Nora, la telecamera puntata attraverso la finestra aperta mentre lei giace addormentata nel suo letto. Ed è proprio nel frangente in cui Nora e Arthur s’incontrano che il presente, per la prima volta, sembra futuro.

Durante la visione anche noi spettatori siamo combattuti, da una parte siamo portati a credere che tra Nora e Hae Sung in qualche modo possa funzionare, perché i libri e i film romantici ci hanno insegnato che il “vero amore” – qualsiasi cosa significhi – vince su tutto; dall’altra siamo realisti e ci rendiamo conto che Nora non può (né vuole, a dirla tutta) prendere e lasciarsi alle spalle tutta la sua vita per inseguire un “e se”. E infine non possiamo che empatizzare anche – e soprattutto – con Arthur, marito di Nora, personaggio secondario nella sua stessa storia, che nonostante tutti gli sforzi compiuti per avvicinarsi alla cultura della moglie, si sente comunque troppo distante da lei che “sogna in una lingua che non capisce”. Un film che si pone tante domande sull’amore e sulla vita, alcune delle quali sono destinate a rimanere senza risposta.
Past Lives vi aspetta al cinema a partire dal 14 febbraio 2024, distribuito da Lucky Red.
-Angelica, Francesca & Tiziana


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