“Stick to the plan. Trust no one. Anticipate, don’t improvise.
Fight only the battle you’re paid to fight.”

Quando penso a Michael Fassbender, la mia mente corre subito dritta verso Shame (2011), straordinario film diretto da Steve McQueen in cui l’attore ci ha offerto la sua miglior interpretazione. Un personaggio glaciale, il suo Brandon, un felino predatore che si muoveva seducente fra i palazzi di New York a caccia di piaceri carnali. E se ci pensiamo bene, il protagonista di The Killer di David Fincher, presentato in concorso alla 80esima Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, è un Brandon 2.0, rinnovato nella sua missione ma ugualmente calcolatore. Dal corteggiare sconosciuti in metropolitana a farli fuori con un fucile silenziato attraverso la finestra di un hotel, il passo è breve.
Fassbender è uno di quegli attori che sembrano soli anche quando sono in compagnia. La figura anonima che interpreta in The Killer – basata su una graphic novel in più volumi di Alexis Nolent – trascorre la prima mezz’ora circa nella totale solitudine monastica. Attende in una stanza vuota all’ultimo piano di un condominio a Parigi, preparandosi a sparare a qualcuno dall’altra parte della strada. Ha una pistola, un mirino telescopico e un orologio che misura il suo battito cardiaco. “Non si dovrebbe premere il grilletto finché il ritmo non scende sotto i sessanta“, ci confessa nel lungo monologo che apre il film. Determinato a non lasciare traccia, indossa sempre i guanti e sonnecchia su un banco da lavoro come se fosse un tavolo operatorio, ma d’altronde il suo modus operandi è chirurgico.

Il delitto parigino però non procede come previsto e l’assassino intraprende una nuova missione. Dopo essersi inizialmente sforzato tanto a presentarsi come un uomo dal sangue freddo, sviscerato da ogni sentimento e convinzione, eccolo sbagliare, nel più sciocco e banale dei modi. Il nostro Magneto non è poi così infallibile con l’amico metallo. Il protagonista si muoverà fra varie città, New Orleans, Florida, Chicago e Repubblica Dominicana. Cambia identità con la stessa facilità con cui cambia le location e intravediamo i vari nomi che usa come copertura: Felix Unger, Lou Grant, Sam Malone e così via. Il riferimento ai protagonisti delle serie TV è una bella gag, e per qualsiasi poliziotto sulle tracce dell’assassino sarebbe un indizio non da poco.

“I was looking for a job, and then I found a job, and heaven knows I’m miserable now” canta il frontman della band The Smiths, come in omaggio all’atteggiamento omicida glaciale di Fassbender. Nonostante qualche momento di commedia nera e un improvviso tumulto di violenza (un appaluso alla coreografia eccellente), The Killer è stranamente calcolato e fittizio; è più facile essere divertiti dal procedimento dell’omicidio piuttosto che esserne coinvolti emotivamente. Ciò viene particolarmente sottolineato quando, verso la fine del film, due assassini si incontrano in un ristorante. Uno di questi è interpretato nientemeno che da Tilda Swinton e il tutto ha un ritmo e una messa in scena eleganti come ci si aspetterebbe, eppure ho avuto la sensazione di guardare una fetta di performance artistica dai toni alti piuttosto che un collegamento veritiero in una trama plausibile. Qualcosa è mancato, Fincher non ha centrato il bersaglio.

Alla fine della roboante odissea di Fincher, l’assassino ci confessa qualcosa che inizialmente non c’aspettavamo. È un’inversione della sua filosofia originale che ci dice qualcosa di cruciale su questo personaggio: alla fine ha sempre desiderato essere uno dei tanti, una di quelle persone che possono cambiare la propria pelle in cui vivono e trovare una sorta di pace. dentro quel vuoto che è la quotidianità. Ci aspettavamo altro? Probabilmente sì. L’ultima opera di David Fincher è un film riuscito a metà in cui, a conti fatti dopo interminabili monologhi, il protagonista non è poi così interessante e per assurdo lo sono di più le persone che incontra sul suo cammino. Ma forse l’intento era proprio quello: narrare la storia di un uomo banale con un cappellino da pescatore in testa che, come noi, di tanto in tanto fallisce.
– Angelica
The Killer arriva dal 10 novembre sulla piattaforma streaming Netflix.
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