Questo film ha – più o meno – affascinato entrambe. Ebbene sì, quella che vi portiamo oggi è una recensione a quattro mani, sono Tiziana e Francesca che stanno scrivendo l’articolo in questo momento e abbiamo pensato, avendo la fortuna di vederlo assieme, che sarebbe stato coinvolgente farvelo spiegare da entrambe.

Linea a Tiziana!
“Due russi, due ebrei e un portoricano entrano in un bar”. Questo il sottotitolo ufficiale del film, ma, ammettiamolo, le cose in Una Scomoda Circostanza sono ben più complicate di così.
Una Scomoda Circostanza (in originale, Caught Stealing) è il nuovo film di Darren Aronofsky, che continua a sorprendere con la sua abilità nel portare sul grande schermo generi differenti, dimostrando grande versatilità artistica. Il film, tratto dal romanzo del 2004 A tuo rischio e pericoloso di Charlie Huston, è un thriller d’azione che segue le disavventure di Hank (Austin Butler), un ex promessa del baseball costretto ad abbandonare la carriera per via di un incidente e che ora lavora come bartender in un locale notturno di New York. Quando Russ (Matt Smith), il suo peculiare vicino di casa, gli affida il suo gatto (Buddy), poiché deve tornare urgentemente a Londra per problemi di salute del padre, per Hank iniziano i guai: viene attaccato da due uomini russi, che credono sappia qualcosa riguardo ai giri loschi di Russ. Ma i russi non sono gli unici che lo stanno cercando.

Pur non portando grandi innovazioni nel genere – si tratta, infatti, di un film d’azione abbastanza classico, con qualche colpo di scena molto ben riuscito – Una Scomoda Circostanza intrattiene alla grande. Dopo un buon primo atto, che pone le basi ma non cattura nell’immediato, il film decolla a partire dal primo vero colpo di scena, trasportando gli spettatori dritti dentro al vortice della criminalità organizzata newyorkese. L’intero film è una lunga scarica di adrenalina che non ci permette mai di rilassare i muscoli o la mente – così come non lo permette al povero Hank.
Austin Butler è assolutamente magnetico, incredibile nel portare sullo schermo l’evoluzione di Hank, da povero sventurato a cui capita una disgrazia dopo l’altra a personaggio attivo che prende in mano la situazione. D’altronde “non mostrare i denti se non sai mordere”, ed è proprio questo che deve fare Hank: imparare a mordere, per non essere lui a finire in pasto a qualcun altro. Ma per farlo dovrà fare i conti non solo con la dura realtà dei bassifondi di New York, ma anche, e soprattutto, con i fantasmi del suo passato.
Un po’ sprecata, purtroppo, è invece Zoë Kravitz nei panni di Yvonne, la fidanzata di Hank. Il primo atto del film la presenta come un personaggio fondamentale per la storia, ma, ora della fine, non è stata altro che un semplice accessorio. Yvonne aveva la possibilità di essere un grande personaggio femminile in un film d’azione, invece ha finito per essere preda del solito meccanismo in cui la donna funge da pretesto per accelerare lo sviluppo del protagonista uomo.
Molto più interessante la poliziotta Roman (Regina King), personaggio sfaccettato e complesso, che entra in azione come supporto per Hank, ma che in breve tempo acquisisce un ruolo cruciale per la trama.

Linea a Francesca!
Chiaramente non vi rispiegherò la trama, ma vorrei dedicarmi a dei particolari, che in effetti io e Tiziana abbiamo avuto modo di approfondire a voce una volta conclusa la visione.
Prima di questo, però, vi dirò la mia: il film mi ha entusiasmato parecchio, condivido le perplessità di Tiziana sul personaggio di Zoë Kravitz, ma sono anche abbastanza dispiaciuta dalla poco presenza del personaggio di Matt Smith, che, sebbene capisca essere l’assenza di quest’ultimo la questione principale del film, ritengo che sarebbe stato interessante aggiungere qualche scena in più con Russ, perché è un personaggio davvero ben caratterizzato, che ha contribuito molto a questa ilarità oscura che si percepisce durante tutta la visione della pellicola.
Da qui, vi parlerò di UN FATTO SPOILER, quindi vi avviso.
Dopo la foto seguente, ci sarà uno SPOILER, che vi consiglio di non leggere se non volete guastarvi la sorpresa.

Lo strano mistero della chiave e del garage pieno di soldi:
Se andrete al film, potreste o non potreste, notare un buco di trama, che poco si comprende. In questo tipo di film e nel suo genere, è un’attenzione particolare, che crea dei dubbi molto grandi.
Si verrà a scoprire, infatti, che Russ è il tesoriere dei due fratelli ebrei e che solo lui (apparentemente) sappia dove siano tutti i soldi ben nascosti.
Tuttavia, quando il film si accartoccia su uno dei tanti plot twist, e si capisce che la poliziotta Roman è, in realtà, implicata nella richiesta che viene fatta continuamente ad Hank, che si tratta della chiave del luogo in cui sono custoditi i soldi, quello che salta all’occhio è il fatto che Roman non faccia mai riferimento al garage, come se sapesse dove si trovano i soldi, e sia quindi solo alla ricerca della chiave che dovrebbe aprire il luogo nascosto. Al contrario, i fratelli, che sono a capo di tutto, sanno della chiave, ma non sanno assolutamente cosa apra e dove sia il posto sotto custodia di Russ; tant’è che chiederanno ad Hank di accompagnarli lui stesso nel luogo dei soldi, dando per scontato che loro non abbiano la più pallida idea di dove si possa trovare.
Questo crea un dubbio molto grande: è stato un errore nella sceneggiatura del film (David Hayter, dobbiamo arrabbiarci con te?), o un dubbio insito volutamente per confonderci ancora di più?
Io e Tiziana propendiamo sicuramente per il primo caso, ma non si può mai sapere. Ci faceva, però, piacere sollevare questa domanda, proprio perché alcuni di voi potrebbero notare questo dettaglio e storcere un po’ il naso.

FINE SPOILER!
Il film vi aspetta in tutte le sale italiane dal 27 Agosto 2025, distribuito da Eagle Pictures!
Tiziana & Francesca
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