“Avrò anche giocato al videogioco un po’ di anni fa ormai, ma non pensavo di avere una memoria così terribile”, questo è stato il mio primo pensiero dopo circa quindici minuti di Until Dawn – Fino all’Alba, il nuovo film di David F. Sandberg tratto dall’omonimo videogioco della Sony Computer Entertainment del 2015.
Ebbene sì, cari amanti del videogioco, il film che state per andare a vedere non ha alla fine troppo a che fare con l’originale, compiendo importanti modifiche a partire dai personaggi e dalla premessa. Se nel gioco seguivamo le disavventure di otto ragazzi in un cottage a Blackwood Mountain, riunitisi un anno dopo la scomparsa durante una festa di due gemelle loro amiche, nel film invece un gruppo di cinque amici seguono le tracce della sorella di una di loro, scomparsa durante un viaggio, e finiscono in un centro di accoglienza di una cittadina ormai deserta.
Per chi non lo sapesse, il videogioco è un’avventura grafica horror che permette al giocatore di compiere delle scelte, le quali determineranno la sopravvivenza o la morte dei personaggi. Quale sarebbe stato il problema principale di rendere Until Dawn un film? Il fatto che l’avventura grafica nasce proprio per la volontà di non fare del giocatore uno spettatore passivo della vicenda, ma di mettere nelle sue mani il destino dei personaggi e della storia. La scelta stessa di trasporre il gioco in un film andrebbe, teoricamente, a privare il giocatore-spettatore della possibilità di cambiare la sorte dei protagonisti. Se un personaggio muore nel videogioco, si può ricominciare il capitolo per cercare di salvarlo, se muore nel film, non c’è più niente da fare… o forse non è così? E se i protagonisti fossero incastrati in un loop temporale, che però, invece che ripetere la notte sempre nello stesso modo, li fa morire ogni volta in un modo diverso? Questo è l’escamotage scelto dai creatori del film, il cui scopo era quello di avvicinarsi il più possibile al concetto delle “altre possibilità” date ai giocatori dell’originale.
Il film di Until Dawn, dunque, sfrutta tutti gli elementi horror del videogioco e ne prende parte della storia – il Dottor Alan Hill, per esempio, non solo è presente, ma è anche interpretato da Peter Stormare come nel gioco – inserendoci il concept del time loop, cambiando così drasticamente le meccaniche dell’intera storia. Trovata geniale o distruzione completa dell’opera originale? Sta a voi deciderlo. Personalmente, ho molto apprezzato alcuni dei cambiamenti messi in atto nel film, in primis il loop temporale e la diminuzione del numero di protagonisti. Se il gameplay di Until Dawn dura circa dieci ore e dà la possibilità di sviluppare a dovere otto personaggi, in un film di poco più di un’ora e mezza questi non sarebbero stati altro che macchioline senza personalità; diminuendo il numero a cinque, invece, c’è stato modo di concentrarsi su ciascuno di loro, sviluppandone i caratteri individuali. Clover (Ella Rubin), Max (Michael Cimino), Megan (Jiyoung Yoo), Nina (Odessa A’zion) e Abe (Belmont Cameli) sono un gruppo di protagonisti uniti, ma diversificati, ognuno con i propri impulsi e princìpi, che talvolta entrano in conflitto durante le notti nel centro di accoglienza.
La componente horror del film trae molta ispirazione dai Quick Time Events, ovvero i momenti in cui è messa alla prova la prontezza del giocatore tramite sequenze di pulsanti da premere, e dai Don’t Move in cui il giocatore deve mantenere il controller il più fermo possibile. Sono diverse le inquadrature e le scelte di regia che mi hanno ricordato queste peculiarità tipiche delle avventure grafiche horror e l’ho trovato un ottimo modo per far immergere lo spettatore nell’azione. Alcune pecche, invece, sono sicuramente la mancanza di luminosità durante qualche scena di inseguimento, che risultava estremamente confusionaria (dove sono, dove stanno scappando, da chi stanno scappando?), oltre al finale che lascia in sospeso troppe domande, diversamente dal gioco che fornisce invece molte spiegazioni.
Se i fan del gioco potrebbero rimanere delusi (ma spero apprezzeranno almeno la citazione a Josh!), per chi non conosce la storia originale, Until Dawn è il classico horror di sopravvivenza con protagonista un gruppo di ragazzi che deve sopravvivere alla notte in una casa in mezzo ai boschi, con in più la componente del loop temporale a rendere le cose un po’ più elettrizzanti.
Until Dawn vi aspetta al cinema da oggi, 24 aprile 2025, distribuito in Italia da Eagle Pictures!
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