G20 (2025), recensione in anteprima: una grande americanata, ma fatta veramente bene

G20 è l’esempio perfetto di come il cinema d’azione possa dire ancora qualcosa, pur avendo alle spalle anni e anni di film indimenticabili.

In questo nuovo film, diretto da Patricia Riggen, la protagonista indiscussa è Viola Davis, nei panni del Presidente d’America degli Stati Uniti, Taylor Sutton (una realtà un po’ distopica, vero?).

Durante un summit importante a Jakarta, i leader mondiali si ritrovano presi in ostaggio da una persona che sembra avere un passato oscuro e che non si muove con insicurezza, anzi, sembra essere un ex-militare, qualcuno pronto a distruggere il mondo per potarlo a una condizione totalmente diversa. Il nemico di questo film (interpretato da Antony Starr, conosciutissimo per la sua magistrale recitazione in The Boys) desidera vendetta ed è quello che perseguirà per tutta la durata del film, aiutandosi con una squadra specializzata e l’intelligenza artificiale. Ecco quindi l’entrata della tecnologia in un film d’azione che sembra rispecchiare le modalità dei suoi predecessori, ma con un tassello nuovo e fondamentale: il progresso tecnologico, che darà una svolta inaspettata alla trama del film e renderà la situazione ancora più complicata di prima.

G20, quindi, strizza l’occhio ai film che tutti noi ricordiamo come i capostipiti del genere: minacce globali, assalti militari, conti alla rovescia, ostaggio; ma l’estetica è moderna, nuova e la voce dell’IA che si prende il suo spazio per diventare cardine dell’assalto segreto.

Il codice tecnologico ha più potere della carne stessa.

G20 rispetta le aspettative di un film d’azione? Fortunatamente sì, regge perchè ha ritmo, perché ha un cast che sa esattamente come funzionare e come intersecarsi l’uno con l’altro. Regge perché, pur affondando il corpo intero in tutti i cliché del genere, lo fa con una consapevolezza disarmante ed è questo che lo rende così altamente godibile.

È patriottico? Sì. È esagerato? Sì. Ma funziona.

G20 è il puro prodotto americano che si fa guardare con piacere, con suspence, con attenzione e, sebbene alcuni plot twist possano essere immaginati prima, non stonano, non stancano, anzi, quasi si prova piacere a dire “Sapevo sarebbe andata così!”, perché il film di Patricia Riggen non vuole dare torto, vuole dare ragione e fiondare chi guarda in un mondo che conoscono fin troppo bene. Vuole farci immergere nei film che conosciamo, che abbiamo amato, creandone uno che rispetta tutte le tematiche, i ritmi, i plot twist, ma è rivisitato in chiave moderna, con Viola Davis che si prende, giustamente, tutto il posto che si merita.

Abituati a vederla dietro a una scrivania in How to get away with murder o in altre posizioni meno “attive” a livello fisico, qui ci troviamo davanti a una sorta di supereroina, ex militare, in abiti da gala, pur conservando le scarpe da ginnastica, perché i tacchi, in effetti, sarebbero stati troppo scomodi per combattere i nemici numero uno dell’America. Viola Davis è tesa, i muscoli appaiono saldi, è una donna forte che tiene insieme il lavoro e una famiglia che le procura non pochi guai (con una figlia adolescente, Serena (Marsai Martin), e un altro figlio poco più piccolo, Demetrius, (Christopher Farrar), cos’altro si può immaginare?). Viola Davis interpreta il ruolo della donna forte, che ha attraversato delle guerre, che ha un corpo allenato (che effettivamente le torna molto utile in questo film) e che si ritrova a proteggere più persone di quante ne avesse immaginate.

G20 è una grande americanata, ma fatta dannatamente bene ed è per questo che funziona, lo trovate online sulla piattaforma di Amazon Prime Video!

– Francesca

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