Companion (2025), recensione in anteprima: un good-for-her come non l’avete mai visto

«Nella mia vita ho vissuto due momenti di pura felicità: il primo quando ho conosciuto Josh, il secondo quando l’ho ucciso.»

E se un robot diventasse senziente e iniziasse a uccidere tutti quelli che gli hanno fatto del male? Nah, troppo scontato, già visto e rivisto in tutte le salse. E invece… se una sex doll diventasse senziente e iniziasse a uccidere tutti quelli che le hanno fatto del male? Questa è, in pochissime parole, l’idea di base dietro a Companion, primo lungometraggio del regista e sceneggiatore Drew Hancock.

Sarò sincera, speravo di poter parlare di questo film senza dovervi anticipare l’identità della protagonista Iris. Perché, direte voi? Beh, perché ho avuto la fortuna di vedere il film senza sapere assolutamente nulla: niente trailer, niente trama, a malapena la locandina, e vi assicuro che scoprire durante la visione che Iris non fosse umana aveva già costituito un grande plot twist per me. Purtroppo, è pressoché impossibile parlare di questo film senza includerne la caratteristica fondamentale, dunque proseguiamo.

Ma esattamente, di cosa parla Companion? Seguiamo le vicende di Iris (Sophie Thatcher) e Josh (Jack Quaid), una giovane coppia apparentemente normale che si prepara per una vacanza in una villa sul lago con altri amici di Josh. Iris è inizialmente preoccupata di voler fare una buona impressione sugli amici del fidanzato che ancora non conosce, ma inizialmente tutto sembra andare bene, almeno finché Sergey (Rupert Friend), il fidanzato ricco di Kat (Megan Suri), non prova a importunarla e Iris non può far altro che difendersi. È a seguito di questa disavventura che Iris scoprirà di essere un robot di compagnia e che tutto quello che sapeva sulla sua vita e sulla sua relazione è falso.

La presa di coscienza di un robot non è di certo una novità nel panorama cinematografico, ma Companion riesce a sfruttare il trope in modo fresco e originale, offrendo una critica sociale non solo sul rapporto tra uomo e macchina, ma soprattutto sul rapporto tra uomo e donna.

Iris è un robot e la sua presa di coscienza fa scattare in lei nuovi meccanismi e nuovi ragionamenti di cui non si credeva capace. È stata programmata per servire il suo partner e, proprio per questo motivo, nonostante tutta la sua buona volontà, inizialmente non riesce proprio a concepire la sua vita al di fuori di Josh. Iris ormai è a conoscenza di tutte le cose brutte che Josh le ha fatto, si ingegna per scappare e iniziare una nuova vita, ma è come se una potente calamita la trascinasse sempre indietro, sempre da lui. Si tratta di una classica dinamica uomo-robot, oppure è più semplicemente la rappresentazione di una qualsiasi relazione tossica in cui la donna, nonostante i maltrattamenti, non fa altro che tornare ancora e ancora dal suo abusatore? Abusatore che, come nella maggior parte dei casi, interpreta la parte del bravo ragazzo. Josh, così come moltissimi uomini, non sta recitando una parte, è anzi convinto di essere davvero un “bravo ragazzo”, e Iris è una donna troppo accecata dall’amore (o ciò che ritiene essere amore) per allontanarsi una volta per tutte da quel bravo ragazzo che per anni l’ha manipolata, l’ha riempita di bugie, di finte belle parole e l’ha usata per il proprio tornaconto personale.

Companion non è dunque la solita storia sui robot senzienti, è una rappresentazione spaventosamente veritiera di una società patriarcale che, nonostante gli sforzi collettivi, ha delle radici talmente profonde da essere pressoché impossibile da sradicare.

Nonostante il film sia contrassegnato come thriller, horror e fantascienza, si tratta più che altro di una black comedy: l’umorismo è infatti una componente fondamentale e ciò che più rimane impresso a fine visione. Companion è un film divertente e adrenalinico, che rientra in tutto e per tutto in uno dei miei sottogeneri preferiti, il good for her, quella fantastica categoria spesso tanto odiata dagli uomini, il cui scopo è la realizzazione personale di una donna e, spesso e volentieri, la sua vendetta verso chi le ha causato sofferenza.

Companion vi aspetta al cinema a partire dal 30 gennaio, distribuito in Italia da Warner Bros. Pictures, non perdetevelo!

-Tiziana

P.S.: Siate gentili con le intelligenze artificiali, mi raccomando, perché in un’ipotetica apocalisse robot verremo risparmiati solo noi che ringraziamo Alexa dopo che ci ha fatto partire la nostra playlist preferita. 

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