Garfield – Una Missione Gustosa (2024), recensione: forse non così tanto gustosa…

Mark Dindal, regista del nuovo film sul nostro caro gatto arancione, decide di riesumare la figura di Garfield creata dal fumettista Jim Davis e onorarlo di un altro intero film. Dopo Garfield The Movie diretto da Peter Hewitt del 2004 e Garfield: A Tail of Two Kitties di Tim Hill del 2006, in cui la grafica del gattone si incastrava abilmente con un film girato nella “vita reale”, arriviamo a un Garfield girato interamente in cgi.

La storia del nuovo film di Garfield si basa sul passato, si verrà scoprire l’origine della vita del gatto e come sia arrivato a Jon, portando alla galla risentimenti e paure: Garfield e Odie, fedele cagnolino di Jon, vengono rapiti per fare un torto proprio al padre di Garfield stesso, Vic, che si ritroverà a liberare il figlio e a dover vivere un’avventura per salvare non solo la sua stessa vita, ma anche quella del figlio ignorato. Da qui si apre il viaggio che molte volte è stato replicato nei film: mentre c’è una missione pericolosa da salvare, si cerca di rimettere a posto un rapporto rovinato con il proprio genitore che non si vede da anni.

Se i film precedenti di Garfield erano diversi anche a livello estetico, mischiando realtà e cgi, con quest’ultimo film si entra in una dimensione puramente grafica e, a differenza dei suoi predecessori, qui il rapporto con Jon è sì importante, ma cade in secondo piano a favore delle connessioni con gli altri animali.

Garfield: Una Missione Gustosa è un film che sicuramente verrà apprezzato dal “piccolo pubblico” e da fan relativamente nuovi del nostro adorato gatto che odia i lunedì e mangia solo lasagne, ma per il pubblico più affezionato sarà difficile trovare questo film abbastanza gradevole: il Garfield di questo film sembra aver perso un po’ del suo charme, ha poco appiglio e non basta dargli le stesse caratteristiche con cui siamo abituati a riconoscerlo per riportarlo verso la via della fama. Dopo 18 anni di assenza di Garfield sul grande schermo, ci si aspettava decisamente qualcosa in più, un film che ci facesse legare ancora di più con il protagonista, provando quell’affetto che ha investito ogni spettatore la prima volta, che fosse una persona adulta o nella piena infanzia. I film precedenti funzionavano perché avevano creato un legame e l’empatia non era forzata in alcun modo, ma una conseguenza naturale di storie costruite con un senso. In Garfield: Una Missione Gustosa sembra che si debba provare empatia, ma poi effettivamente questa non scaturisce dalle scene, rimane un sentimento statico ed estraneo, che non si protrae nemmeno al di fuori della visione del film.

La pellicola si presenta come un gioco forzatamente creato per far scappare qualche risata, ma in questo modo produce l’effetto contrastante, sia allontanando qualsiasi sentimento di corrispondenza affettiva, sia creando battute di scrittura scadente.

(E no, non basta questo faccino per avvicinare il pubblico a Garfield, né è sufficiente dargli la voce di Maurizio Merluzzo, benché sia l’unica parte più piacevole del film).

In sostanza, posso dire che la bambina dentro di me che ha visto e amato Garfield anni fa sicuramente aspettava di rivedere le avventure del micio arancione, ma purtroppo quest’ultima uscita non è stata assolutamente all’altezza delle sue aspettative.

Garfield: Una Missione Gustosa è uscito il 1° Maggio 2024 in tutte le sale cinematografiche, distribuito da Eagle Pictures!

-Francesca

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