The Fall Guy (2024), recensione in anteprima: agli eroi dimenticati

Ryan Gosling si butta in un’avventura insieme ad Emily Blunt, impersonando, rispettivamente, Colt Seavers e Jody Moreno nel nuovo film di David Leitch.

Il regista non si è solo fatto riconoscere nel campo della regia, portando titoli come Deadpool 1 e 2, Bullet Train, etc., ma è anche uno stuntman. Si sa che la professione delle persone dedite al pericolo è grandemente sottovalutata. Questa categoria di persone è spesso dimenticata e ignorata e rispecchia gli individui che sono disposti a prendere i rischi maggiori nelle scene a rischio per i protagonisti dei film, donando il loro corpo, la loro agilità, forza e precisione per garantire la riuscita di intere pezzi di pellicola in cui l’azione è vincolante e focus principale della sceneggiatura.

David Leitch crea The Fall Guy pensando non solo al suo lavoro come figura professionale, ma a tutti quelli che, come lui, sono passati in sordina e hanno sempre e comunque regalato agli spettatori scene indimenticabili. Sebbene ci siano attori che decidono di rischiare, diventando loro stessi i protagonisti di eventi pericolosi (sì, lo so che state pensando tutti a Tom Cruise e fate bene!), la maggior parte degli interpreti si affida a persone che si espongono con raziocinio e logica a un lavoro dedito al rischio e che sono coscienti del fatto che la loro faccia non apparirà mai nei film che probabilmente riscuoteranno un grande successo (e, se per questo, non vedranno mai nemmeno premi a loro dedicati).

La particolarità e l’astuzia di The Fall Guy stanno proprio nel mostrare un mondo che di solito rimane nascosto e privato, dandogli invece una presenza attiva e importante all’interno della pellicola. Colt Seavers, infatti, è uno stuntman che si è creato una fama nell’ambito filmico, ma, dopo una caduta quasi mortale (e da qui viene il titolo “The Fall Guy”), decide di astenersi alla vita di rischio, abbandonando non solo i set cinematografici, ma anche l’amore della sua vita, personificato da Jody, un’aspirante regista. I due si rincontreranno dopo tempo proprio per girare delle scene sul set di Jody stessa, che è riuscita ad avere il suo primo incarico come regista. Colt dovrà mettere in campo non solo le sue potenzialità fisiche, ma anche quelle intellettive, perché si troverà nella posizione di risolvere un mistero che potrebbe buttare all’aria tutto il lavoro di Jody.

I film di David Leitch hanno la caratteristica fondamentale di avere sempre un’alta soglia di ilarità, che può risultare estremamente simpatica come altamente snervante (non a caso ho citato Deadpool, che se per alcuni è uno dei film più spassosi e demenziali insieme, per altri è solo demenziale). The Fall Guy rientra esattamente in questo prototipo di film, ogni scena è pervasa da quelle battute al limite tra l’accettabile e l’imbarazzante, ma questo rimane puro gusto soggettivo. Per quanto mi riguarda, credo che tutti gli ingredienti nel nuovo film del regista si siano amalgamati perfettamente. The Fall Guy è un film che si prende in giro da solo, che semanticamente analizza anche il ruolo del film come media, è un film che parla della creazione stessa di altri film e del ruolo di ognuno all’interno di un set. La regia è l’elemento focale e, in modo bizzarro e sopra le righe, innesca i meccanismi insiti nella messa in scena di una storia.

La trama, per quanto possa apparire poco articolata, coinvolge grazie all’esistenza della figura dello stuntman, che in questo film, come pochi altri, si prende il giusto posto nella meccanica complicata della creazione della pellicola, portando alla luce le difficoltà di girare una scena più volte non sapendo se andrà a finire bene per il diretto interessato.

La ripresa delle scene rimane sempre interessante, trattandosi di un film dentro a un film; le varie riprese sono articolate e differenti tra loro, creando un gioco equilibrato e “divertente”.

Come viene detto nel film, The Fall Guy si prende la responsabilità di mostrare una figura che appartiene al mondo degli “eroi dimenticati”, senza appesantire la gravità del non apparire, del non essere protagonisti, ma donandogli una veste spiritosa e gradevole da vedere, che intrattiene al punto giusto, tanto da far scappare una risata anche con le battute che possono risultare al limite dell’accettabile.

The Fall Guy vi aspetta nelle sale cinematografiche a partire dal 1° Maggio 2024 distribuito da Universal Pictures.

-Francesca

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