
Jamie (Margaret Qualley) e Marian (Geraldine Viswanathan) iniziano un viaggio on the road verso Tallahassee. Le due hanno decisamente bisogno di allontanarsi dalla loro vita: Marian è stressata dal lavoro e non riesce ad aprire la sua cerchia di amicizie, perché è ancorata al ricordo della sua prima ragazza; vuole andare a trovare sua zia per dedicarsi insieme al birdwatching. Jamie sta vivendo un post rottura con la sua ex, Sukie (Beanie Feldstein), dalla quale è stata lasciata a causa della sua infedeltà (Jamie è, infatti, il personaggio più dissoluto dei due) e segue la sua amica per potersi distaccare da Sukie che continua a piangere per la fine della relazione e non vuole più alcuna cosa in casa che le ricordi Jamie, tra cui un divertentissimo dildo da muro e la cagnolina, che non smette di abbaiare durante le battute ironicamente drammatiche tra le due. Le due amiche si imbarcano in questo viaggio, affittando una macchina a noleggio, ma scopriranno solo dopo che quella macchina era, in realtà, destinato a un gruppo di criminale per il contrabbando di alcune merci che potremmo definire interessanti e stimolanti.
“I saw this movie once where they come across this box, and they opened the box, and it was like really, really bad.” – Jamie

Con la frase “Love is a sleigh ride to hell” disegnata da Jamie sul cofano dell’auto, inizia l’avventura delle due ragazze, è il 1999 e le due si troveranno in non poche divertenti situazioni relative al loro essere queer. Il film è vibrante di smania sessuale e il taglio grafico delle varie scene acutizza questo sensore di libertà sfrenata: Jamie è il leader della liberazione sensoriale e porta Marian a scoprire molti lati di sé.
Drive-Away Dolls è il debutto della regia di Ethan Coen in quanto commedia gestita senza la presenza del fratello, Joel Coen, e vede anche la figura di Tricia Cooke come co-sceneggiatrice e co-produttrice.
L’intento dei due era quello di creare un film divertente che esplorasse il genere della commedia, arricchendolo con le tinte raccapriccianti legati al genere thriller. Non volevano dar vita a un film che indagasse sul come ci si senta ad essere queer e sul dolore che si può ricavare dal sentirsi diversi dagli altri ed è per questo che hanno creato una pellicola così palpitante e senza inibizioni, focalizzata sulla liberazione della personalità, più che sugli aspetti dolorosi del trovarsi in un mondo che gestisce con difficoltà le relazioni tra due persone dello stesso sesso.


Drive-Away Dolls è un fuck it! continuo, che rimanda a un senso di totale frenesia, ampliato dalle scene psichedeliche che a volte accompagnano la narrazione (un po’ come gli elefanti ballerini del film d’animazione Disney di Dumbo, se ricordate) e che portano lo spettatore a trovarsi a metà tra la realtà dei fatti e una visione estremamente ironica di tutto quello che accade.
Il sarcasmo è portato all’estremo, non solo nelle scene tra Jamie e Marian, che tengono le fila del film, ma anche negli episodi di violenza, che appaiono assurdi ed estremamente umoristici, assieme ai personaggi che creano il caos (tra i quali, Pedro Pascal).

È il 1999 e le vibes sono tutte care agli anni ‘90, partendo dalla musica ai locali gay che le ragazze visitano durante il tragitto. Si avverte il sentore di un riscatto della propria individualità, che non si fa fermare da nulla.
Tra una Miley Cyrus (vedere per credere) che compare in alcune delle scene psichedeliche e un Matt Damon che interpreterà il senatore Channel, e che scopriremo avere un ruolo fondamentale nell’arco narrativo, il film si presenta come una commedia estremamente godibile, che non si fa carico di alcuna profondità in relazione all’essere queer, ma ne mostra i suoi aspetti più frenetici e liberali, tingendo il viaggio on the road come una riscoperta dei propri sensi e dei propri piaceri, a cui in modo divertente e coinvolgente si associano i meccanismi di un thriller che avrà risvolti decisamente innovativi.
Drive-Away Dolls vi aspetta al cinema dal 7 marzo 2024, distribuito da Universal Pictures Italia.
– Francesca


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