Animali Notturni (2016), recensione #Venezia73: elegante allegoria sulla natura dell’uomo

Un libro donato dall’ex compagno. Suspence e seduzione che si fondono pagina dopo pagina. Il dualismo fra la storia dipinta con l’inchiostro ed una vita passata che pare una fotografia sfocata. Il secondo film di Tom Ford, presentato alla 73ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia – dove si è aggiudicato il Gran premio della giuria – è un sontuoso noir che descrive l’America dell’abbondanza, dilaniata dalla freddezza della propria immagine macchiata dei più orrendi crimini.

Assistiamo ad una doppia narrazione, quella di Susan (Amy Adams) che divora il manoscritto inviatole da Edward (Jake Gyllenhaal), ex marito che non vede da 20 anni, e quella dell’opera scritta da quest’ultimo, un racconto ricolmo di violenza ed orrore. Le due storie s’intrecciano, si sovrappongono, fino a fondersi come arterie che alimentano un cuore pulsante sempre più disarmato. Man mano ci addentriamo nella vita patinata di lei, tanto esteticamente perfetta quanto manchevole di passione, fino a quei ricordi che riemergono in superficie, una storia d’amore giovanile ostacolata da ambizioni e classismo sociale. Edward, a distanza di anni, farà sfoggio di quell’arma così tagliente e letale che altro non è che la sua penna. Le notti insonni di Susan trascorse in compagnia del romanzo diverranno autentici incubi ad occhi aperti, trasformandola in una preda per tutti quegli animali notturni a caccia di esseri umani, pronti a divorarli senza pietà.

Per Tom Ford, il protagonista del romanzo, Tony (interpretato dallo stesso Gyllenhaal), rappresenta l’integrità dell’uomo, colui che cerca senza sosta la verità, trovandola a caro prezzo. Susan invece è la vuota promessa del lusso fine a se stesso. In fin dei conti, nel libro di Edward il suo doppelgänger perde tutto due volte: la sua famiglia e quella ricerca estenuante della vendetta che lo porterà a smarrire sé stesso.

Animali Notturni è un thriller grondante di stile che non manca mai di eleganza anche quando il regista riversa sul film una massiccia dose di violenza che rimane indelebile nella mente dello spettatore, diventando la forza motrice emotiva che, anche quando che i dettagli iniziano a svanire, continua a guidare le scelte di vita dei protagonisti. Per quanto imperfetto, il film di Tom Ford è abbastanza audace e ambizioso da superare in gran parte quei difetti per coloro che sanno attendere. Animali Notturni è un film che stilizza con successo la paura primordiale e la vendetta in un modo che raramente abbiamo visto catturato con successo sul grande schermo. Il film stesso è una bestia predatrice, un autentico animale notturno che nel buio che ci avvolge mentre siamo seduti al cinema ci ipnotizza e dilania, scoprendo i nostri dubbi e timori, esponendoli alla luce come carcasse o, se vogliamo spingerci oltre lo specchio, come opere d’arte di una gelleria degli orrori.

Magistrali le interpretazioni dell’intero cast, in particolar modo quelle di Michael Shannon ed Aaron Taylor-Johnson. I loro faccia a faccia sono in assoluto i dialoghi più intensi e magnetici.

Ancora una volta Tom Ford, dopo lo struggente A Single Man, dimostra che c’è molto di più dietro alla semplice estetica di un prodotto. Architetta un’opera seducente, trasposizione del romanzo Tony & Susan di Austin Wright, avvalendosi ancora una volta delle sontuose melodie di Abel Korzeniowski.

– Angelica

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