«Miei Koopa, il vostro re è ritornato!»
I film tratti dai videogiochi, ahimè, non sono famosi per essere grandi capolavori del cinema contemporaneo. Eppure, Super Mario Bros. – Il Film, uscito nel 2023, aveva ricevuto critiche principalmente positive: nonostante la trama molto basilare, il film era riuscito a mettere d’accordo appassionati e non grazie a un ottimo bilanciamento tra animazione ricca di colore e dinamismo, comicità azzeccata e una giusta dose di fan service. Memore della piacevole ora e mezza che avevo passato al cinema con il precedente film, sono andata a vedere Super Mario Galaxy con un pizzico di aspettativa, ma, ahimè, sono uscita piuttosto delusa.
Super Mario Galaxy – Il Film, di Aaron Horvath e Michael Jelenic, si apre con Rosalinda, principessa del cosmo, e con i suoi numerosissimi “figli”, gli sfavillotti (delle stelline colorate che, tuttavia, non vengono mai nominate nel film, ho dovuto cercare il nome su Wikipedia), a cui sta raccontando una storia della buonanotte sulla principessa Peach, Mario e Luigi. Durante la fiaba, tuttavia, vengono attaccati da Bowser Junior, che rapisce Rosalinda per impossessarsi del suo immenso potere. Uno sfavillotto raggiunge il castello di Peach per chiedere aiuto, ed ecco che i nostri eroi ripartono all’avventura.

Sorvolando sulla trama estremamente semplicistica – d’altra parte il videogioco non fornisce materiale molto elaborato a riguardo e gli sceneggiatori non hanno osato addentrarsi oltre ciò che già era canonico – fin dalle prime scene diventa evidente il problema principale del film: Super Mario Galaxy non lascia allo spettatore neanche un secondo per respirare. La mancanza di un qualsivoglia sviluppo emotivo o psicologico dei personaggi era una caratteristica già del primo film, ma almeno Super Mario Bros. intervallava le scene colorate e ricche di azione con qualche sequenza più tranquilla di semplice evoluzione della storia o delle relazioni tra i personaggi, cosa totalmente assente in questo sequel. Qui è una scena d’azione epica dietro l’altra, ancora e ancora e ancora, senza alcun dialogo che vada oltre lo scambio di battute “divertenti” o le catchphrase tipiche dei personaggi. Immaginate un’ora e mezza di: BOOM, LUCI, SPARI, COLORI, LUCI, COMBATTIMENTO, VITTORIA! CAMBIO SCENA, LUCI, SPARI, LUCI, COLORI, SPARI, SPARI, COMBATTIMENTO, VITTORIA! e così via, senza sosta. Mi sono sentita in apnea, il film mi stava per causare un crollo nervoso a un certo punto. Era come avere Mario e Luigi in persona a tenermi legata alla poltrona con una pistola puntata alla tempia, pronti a premere il grilletto al mio primo segno di cedimento.

Inutile che fingiamo di non sapere a cosa siano dovuti questi continui tentativi di mantenere alta l’attenzione: nell’era di TikTok in cui il cervello dei bambini (ma anche degli adulti) è fritto già dalla tenera età dal perenne scrolling di video che durano massimo un minuto, i film pensati per un pubblico giovane si impegnano a far succedere sempre qualcosa, anche a discapito della trama o dei personaggi. E no, non è una mia supposizione purtroppo, perché è un trend confermato da parecchi produttori e registi d’animazione negli ultimi anni. Per quanto avvilente, tuttavia, sono certa che le scelte stilistiche dovute a questa problematica non debbano per forza intaccare la qualità della sceneggiatura (ne è un esempio lampante Zootropolis 2).
Personalmente, ho trovato che in questo sequel sia anche calata la qualità della comicità: pur trattandosi sempre di battute adatte ai più piccoli, Super Mario Bros. aveva delle piccole chicche che rendevano il film divertente anche agli adulti, prima tra tutti la stellina nichilista Lumalee che, con le sue battute che accostavano un tono puerile e innocente a un significato inquietante, rappresentava il picco comico del cartone. Ma anche se mettiamo da parte la (quasi) totale assenza di Lumalee nel sequel, non ho potuto fare a meno di notare quanto, in Super Mario Galaxy, le battute sembrassero rivolte a bambini non più grandi della scuola materna. Vi assicuro che, per essere un film che si basa quasi interamente su animazione e comicità, ho sentito davvero poche risate in sala anche da parte dei più giovani. Questo, ipotizzo, perché inserire una battuta e poi farla spiegare ad alta voce da un personaggio elimina completamente il divertimento. Immaginate una classica scena divertente in un film animato: un personaggio cade di faccia dopo essere inciampato su qualcosa. Un momento ilare, che magari strappa una risata anche a te uomo di trentacinque anni senza figli che sei andato al cinema solo per vedere il tuo videogioco d’infanzia preferito in versione film. Bene, ora immaginate che, neanche un secondo dopo la caduta, un personaggio esclami ad alta voce: “caspita, sei inciampato su una buccia di banana, chi l’avrà messa lì?”. Battuta rovinata. Vi assicuro che il 90% dei momenti comici del film sono stati distrutti in questo modo. Spezzo una lancia, però, a favore delle scene iniziali con un piccolo Bowser che tenta di controllare le sue crisi isteriche, unici momenti divertenti (ma già completamente spoilerati nel trailer).

Per quanto riguarda il fanservice e, in generale, i riferimenti ai videogiochi e alla lore di Super Mario, direi che il film è decisamente ricco di materiale (forse troppo…), non fatico a credere che un appassionato del videogioco possa apprezzare tutti gli easter egg e i personaggi secondari provenienti non solo da Super Mario Galaxy, ma da qualsiasi gioco Super Mario possibile e immaginabile. Come questi riferimenti siano stati inseriti nel film, questo è tutto un altro discorso. È chiaro che, non avendo neanche una trama base particolarmente interessante, tutti questi inserti siano quasi sempre scollegati dal resto e spesso vengono creati degli espedienti narrativi (molto deboli) apposta per inserire l’uno o l’altro easter egg.
Ovviamente non è un film completamente da buttare. Nonostante le mie critiche, non credo che sia un film da mezza stella di Letterboxd, per intenderci. Tuttavia l’unico aspetto degno di nota, da giocatrice occasionale che conosce lore e personaggi senza entrare troppo nei dettagli, è il comparto tecnico. L’animazione, il design dei personaggi, le tecniche miste utilizzate in alcuni momenti, sono tutti elementi ben realizzati che rendono Super Mario Galaxy un ottimo film sotto quel punto di vista… ma purtroppo non basta. Non posso giustificare la pigrizia dimostrata nella sceneggiatura solo perché il film è “oggettivamente fatto bene” perché, onestamente, che sia “fatto bene” è proprio il minimo sindacale.

In attesa del terzo film – che arriverà perché questo guadagnerà i milioni senza dubbio – e della futura centralità della mia amatissima Daisy (sceglievo sempre lei in Mario Kart? assolutamente sì), Super Mario Galaxy – Il Film vi aspetta al cinema a partire da oggi 1 aprile 2026, distribuito in da Universal Pictures Italia.
-Tiziana
P.S. Fox McCloud è il personaggio più Glen Powell di sempre, scelta azzeccatissima!

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