«Siamo sotto lo stesso cielo.»
Nonostante i recenti alti e bassi degli ultimi anni, tra grandi successi ma anche parecchi flop, noto con piacere che la Pixar non rinunci a produrre film originali (senza escludere ovviamente qualche sequel o spin-off perché, si sa, i soldi non crescono sugli alberi). Anche nel 2026 Pixar, sempre in collaborazione con Disney, è pronta a lanciare sul grande schermo un lungometraggio tutto nuovo, questa volta sul mondo animale.
Si tratta di Jumpers – un salto tra gli animali, diretto da Daniel Chong, noto per essere lo storico regista della serie Siamo Solo Orsi. Quando ho letto per la prima volta il titolo italiano di questo film mi sono sentita per un attimo trasportata negli anni Ottanta. E perché mai? Be’, perché si dà il caso che il titolo originale sia Hoppers, non Jumpers, e che questo sia uno di quei casi molto ridicoli in cui un titolo inglese viene modificato in un altro titolo inglese, ma meno straniante per il pubblico italiano. Ipotizzo, infatti, che noi italiani siamo più familiari con il termine jump, rispetto a hop, per definire il verbo saltare in inglese.

Ma torniamo a noi. Il film segue le avventure di Mable Tanaka, una diciannovenne grande amante degli animali e della natura che si batte con tutte le sue forze per salvaguardare la fauna dello stagno che sorge vicino a casa di sua nonna dallo spietato sindaco Jerry, che vuole invece distruggerlo per costruirci la tangenziale della città di Beaverton. Dopo aver scoperto che una sua professoressa di università ha inventato un congegno che permette di trasferire la mente umana all’interno di un robot zoomorfo, Mable decide di trasformarsi in un finto castoro per convincere gli animali a ripopolare lo stagno, nella speranza di impedire la costruzione della tangenziale.
Jumpers è un film leggero e divertente, che sfrutta diversi livelli di comicità per essere appetibile a tutte le fasce di età, dalle classiche gag alla Looney Tunes con personaggi che urlano o fanno cose buffe, alle battute più “da adulti” con anche riferimenti alla cultura pop. Il tono è quindi principalmente scherzoso, anche se non mancano le scene drammatiche, a partire dalla relazione della protagonista da bambina con sua nonna, un legame fatto di poche parole e lunghi silenzi, durante i quali le due entravano in totale sintonia con la natura che le circondava. È sempre difficile in casi come questo stabilire se il film sia efficace perché ben fatto o semplicemente perché va a toccare corde facili del nostro animo, dunque non sono convinta al cento per cento di urlare al capolavoro in stile scena iniziale di Up, ma è senza subbio un incipit incisivo.

Il vero divertimento, tuttavia, inizia dopo che Mable si è trasformata in un castoro robotico e si è gettata a capofitto nel misterioso mondo animale, dove viene presto condotta dal grande Re George, un castoro più anziano che detta legge tra i mammiferi. Re George, lasciatemelo dire, è proprio un patatone, è quello zio un po’ scemo che, non si sa come o perché, si è ritrovato a fare un lavoro che gli conferisce enormi poteri e responsabilità che nemmeno lui sa davvero come sfruttare. Credo di parlare a nome di tutti quando dico che è il personaggio che più resta nel cuore a fine film.


Il premio di personaggio più iconico, tuttavia, lo devo assolutamente conferire al sindaco Jerry Generazzo (cognome più iconico di sempre, come lui), un semi-villain che, nonostante sia oggettivamente un grande stronzo, ha le battute migliori all’interno del film e diventa in questo modo il personaggio più memorabile, almeno per me.
Poco c’è da dire sui temi trattati, non trattandosi del film indipendente polacco con regista morto suicida a ventisette anni non è difficile capire quale sia il messaggio. La natura va amata e rispettata e non per questo l’essere umano deve evitare di evolversi, attenzione, ma gli uomini devono imparare a rimanere entro alcuni limiti e, soprattutto, a convivere con gli altri esseri viventi. Un messaggio vecchio come il mondo che, purtroppo, l’umanità sembra non avere ancora imparato. Quindi, nonostante io l’abbia trovato un po’ ridondante, è effettivamente ancora necessario insegnare ai bambini delle lezioni che serviranno per il loro futuro.
Jumpers vi aspetta al cinema a partire da oggi, 5 marzo, prodotto da Pixar e distribuito da The Walt Disney Company Italia!
-Tiziana
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