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Negli ultimi anni abbiamo assistito a un numero crescente di serie TV e film LGBTQ+, ognuno con diversi gradi di successo. I migliori – Heartstopper, Red, White & Royal Blue, Sex Education – hanno capito che qualsiasi storia dalle tinte arcobaleno deve avere un elemento di scoperta di sé, indipendentemente dall’età dei personaggi. Forse intrinsecamente e inevitabilmente, c’è anche un elemento agrodolce in questi progetti, soprattutto se ambientati in un periodo precedente al 2010, quando le storie LGBTQ+ hanno visto un significativo aumento della loro importanza nel mainstream.
L’ultima novità in questo genere in continua espansione è la serie sportiva e romantica Heated Rivalry, che debutterà su HBO Max Italia proprio domani. Non fermatevi a giudicare il trailer, non aspettatevi un’offerta simile al catalogo Netflix, dove una trama vagamente accattivante si alterna a scene di sesso gratuite, al limite del softcore. Heated Rivalry offre molto di più della semplice passione, trovando un buon equilibrio tra il mondo dell’hockey ipercompetitivo e una storia molto più personale sulla scoperta di sé e sull’attrazione che sboccia all’interno di una società che non è ancora pronta ad accettare due uomini di alto profilo insieme.

Basata sull’omonimo romanzo best-seller di Rachel Reid, la serie Heated Rivalry è incentrata su Shane Hollander (Hudson Williams), un giovane giocatore di hockey canadese la cui rivalità sul ghiaccio con il giocatore russo Ilya Rozanov (Connor Storrie) domina la carriera di entrambi. Oltre ad essere due degli atleti di maggior successo nel loro campo, la rivalità lascia rapidamente il posto ad una frenetica situazione di friends with benefits, dove i desideri minacciano di scuotere le fondamenta delle loro carriere.
Fin dall’inizio, Heated Rivalry enfatizza due componenti principali della sua formula. La prima è il mondo dell’hockey, dove Shane e Ilya dominano come i due giocatori più promettenti. Da persona a cui non piace molto (o, oserei dire, nemmeno capisce) l’hockey, non mi sono mai sentita sopraffatta da eccessivi discorsi sullo sport. La serie offre sufficienti informazioni su come funziona la meccanica dell’hockey e presenta diverse scene a tal fine – tutte ben girate e facili da seguire – per intrattenere i profani come me, senza mettere in imbarazzo per la loro scarsa conoscenza. Il secondo elemento è, ovviamente, il rapporto centrale tra Shane e Ilya, da enemies to lovers. Le migliori storie d’amore hanno un’innata consapevolezza del fatto che la buona resa spesso dipende più dalla chimica tra i protagonisti che dalla trama stessa. Sebbene la narrazione di Heated Rivalry non abbia molto da offrire, non ce n’è bisogno, soprattutto quando il calore e l’elettricità tra due attori ben scelti in ruoli ben scritti compensano ampiamente.

In quelli che dovrebbero essere i loro ruoli di svolta, Storrie e Williams sono più che all’altezza. Storrie ha il ruolo leggermente più corposo di un ragazzo russo alle prese con un padre autoritario e al limite dell’abuso, proveniente da un paese notoriamente poco tollerante nei confronti della comunità LGBTQ+. Una rivisitazione moderna dell’eroe byroniano, Ilya nasconde le sue insicurezze dietro una pesante coltre di talento ed eccessiva sicurezza, e non vedrete l’ora di vedere come crolleranno le sue mura. Da parte sua, Williams opta per un approccio più sobrio nei confronti di Shane. Proveniente da una famiglia più solidale ma non meno esigente, Shane è caratterizzato sul dovere e sull’apparenza. Anche lui ha mura di diverso tipo, ma non ci vuole molto prima che si innamori del fascino arrogante di Ilya. La loro dinamica è avvincente, soprattutto grazie alla scintilla istantanea tra gli attori. Ilya corteggia Shane per primo, ma è quest’ultimo a sviluppare un legame più intenso e veloce.

Le scene intime fra Rozanov e Hollander sono giochi di potere che tracciano il loro carattere verso l’esperienza, l’aggressività e il rischio. Riflettono e complicano la posizione della coppia sulla scena pubblica, in modi che possono essere dolorosi e teneri. Sono audaci, complessi, in continua evoluzione. Tutto ciò che si desidera da una buona relazione. I nemici pubblici, separati per nazione, possono incontrarsi solo in occasione di partite, ritiri e cerimonie di premiazione. C’è una certa dolcezza nel modo in cui si scambiano messaggi erotici tra spogliatoi, contro il buon senso di Hollander. “Ci vediamo la prossima stagione” diventa il loro ritornello agrodolce. Questa distanza conferisce al loro rapporto la forma di una classica storia d’amore, tremante nelle protezioni da hockey.
I primi tre episodi hanno una dinamica molto scandagliata e precisa: partite di hockey, sguardi fugaci ma intensi, incontri occasionali negli spogliatoi ed hotel, trasferte, lunghe attese. Ma attenzione, perché non c’è nulla nei primi tre episodi che vi prepari al viaggio emozionante che state per intraprendere nella seconda metà di questa prima stagione. La serie si trasforma da qualcosa di perfettamente divertente e scanzonato a uno dei migliori prodotti che siano andati in onda in TV negli ultimi anni. C’è un motivo molto valido per cui così tante persone si sono innamorate perdutamente di questa serie e sono entrate in modalità ossessione totale per questi personaggi.
Ci sarà un finale da favola o si tratta dell’ennesima storia gay sullo schermo che si conclude con un trauma e un cuore spezzato? Dovrete guardare Heated Rivalry per scoprirlo!
-Angelica

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