28 Anni Dopo (2025), recensione in anteprima: un’inquietante nuovo inizio

«Messo piede sulla terraferma, non c’è soccorso.»

Perché fare un film conclusivo di una trilogia, quando puoi fare una trilogia conclusiva di una trilogia? È proprio questo che ha deciso di fare Danny Boyle per chiudere la fortunata saga di 28 Giorni Dopo, iniziata nel 2002. Dopo un primo sequel, 28 Settimane Dopo, la cui regia e sceneggiatura era stata affidata ad altri, la coppia Danny Boyle e Alex Garland (rispettivamente regista e sceneggiatore) ha deciso di tornare con il terzo capitolo, ma primo di una nuova saga, ovvero 28 Anni Dopo.

Sono passati, ovviamente, ventotto anni dall’inizio dell’epidemia, il virus non è scomparso e l’Inghilterra è ancora in quarantena. Gli abitanti dell’isola di Lindisfarne vivono una vita relativamente normale, grazie alla loro lontananza dalla terra ferma e ai loro assidui controlli sui movimenti al di fuori dell’isola. L’unico accesso alla terraferma è una striscia di terra che compare solo con la bassa marea, serrata da un enorme cancello costantemente sorvegliato. La loro è una società patriarcale tornata un po’ indietro nel tempo, in cui le donne si occupano delle case e della vita nel villaggio, mentre gli uomini portano a casa il cibo. Spike (Alfie Williams), un ragazzino di dodici anni, è pronto alla sua iniziazione al mondo esterno: per la prima volta il padre Jamie (Aaron Taylor-Johnson) lo porterà sulla terraferma per mettere alla prova ciò che ha imparato durante il suo addestramento, nonostante le ansie della madre Isla (Jodie Comer), bloccata a letto per una malattia non identificata.

28 Anni Dopo è, a modo suo, un racconto di formazione. Il giovane Spike non solo deve imparare a sopravvivere sulla terraferma, ma deve anche avere a che fare con nuovi tipi di individui infetti più letali del normale. Ma Spike ha uno scopo ben preciso, all’insaputa del padre: trovare un medico che possa curare sua madre. Questo lo spinge ad allontanarsi dai binari preparati per lui e a scontrarsi con il mondo esterno contando solo su sé stesso. Per Spike il futuro era già scritto, apparentemente, ma le cose non sono mai così semplici: la dura realtà della terraferma lo soggiogherà o gli farà aprire gli occhi?

Nonostante le locandine del film facciano intendere che i protagonisti siano Aaron Taylor-Johnson, Jodie Comer e Ralph Fiennes, in realtà è Alfie Williams la star indiscussa del film. Con pochissimi ruoli alle spalle, il piccolo Alfie offre una straordinaria interpretazione e rende facile al pubblico appassionarsi alla storia e affezionarsi a Spike. Interpretazione ovviamente spalleggiata da grandi attori, che hanno contribuito a costruire la magia del film.

Pensando al primo film, temevo che questo sequel volesse cercare di replicare l’effetto retrò dei suoi predecessori, creando una sorta di finto effetto pellicola, che può sicuramente essere una scelta stilistica azzeccata, ma talvolta fastidiosa (almeno per me) soprattutto nelle scene d’azione. Invece, incredibilmente, il film è stato girato quasi interamente con un iPhone 15 Pro Max, ottima scelta non solo per la nitidezza delle riprese, ma anche per la maneggevolezza della camera, che ha reso possibili inquadrature che con una cinepresa, anche piccola, Danny Boyle non avrebbe mai potuto realizzare. Durante il Q&A, Danny Boyle ha affermato di aver più volte dato in mano l’iPhone agli stessi attori, che filmavano i primi piani mentre correvano. Oltre all’iPhone e, ovviamente, alle normali telecamere, c’è stato anche un grande utilizzo di droni per i campi lunghi sui paesaggi, che hanno reso l’aspetto visivo del film ancora più suggestivo.

28 Anni Dopo ha un ritmo incalzante, un solido sviluppo della trama e un perfetto accostamento di azione e dramma. La famiglia è un elemento centrale anche in questo terzo capitolo, andando a indagare sui rapporti tra Spike, Isla e Jamie e, più ampiamente, sull’intera società dell’isola. È bello avere un porto sicuro, ma forse non è davvero ciò che Spike vuole per sé. Ma la carta vincente del film è senza dubbio l’atmosfera soffocante e cupa che permea la pellicola già dai primi minuti, in cui c’è un voice over a dir poco disturbante del poema di Kipling Boots (1903), con scene alternate di varie guerre della storia dell’umanità.

Preparatevi per l’azione, il dramma, le lacrime, gli zombie e tanto altro in 28 Anni Dopo, in uscita al cinema oggi 18 giugno 2025, in attesa del prossimo capitolo, 28 Anni Dopo – The Bone Temple! Distribuito in Italia da Eagle Pictures.

-Tiziana

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