Thunderbolts* (2025), recensione in anteprima: la rivincita della Marvel?

«Tutti qui hanno fatto cose orribili.»

Vi ricordate quando ogni singolo progetto Marvel in uscita diventava un grande evento internazionale? Quando contavamo i giorni che mancavano al prossimo film o alla prossima serie? Quando venivamo bombardati da innumerevoli teorie del complotto riguardo ai personaggi, ai camei, ai futuri progetti? Questi bei tempi sono purtroppo conclusi dopo che svariati prodotti MCU hanno brutalmente floppato e, piano piano, l’interesse per i progetti futuri è scemato sempre di più.

Ovvio, mantenere alti gli standard di un universo cinematografico così complesso e longevo come l’MCU è pressoché impossibile e, soprattutto dopo la fine della Saga dell’Infinito, i risultati sono stati decisamente altalenanti. Da grande fan di film che non sono stati propriamente acclamati, come per esempio Eternals e The Marvels, devo ammettere che anche io ho avuto serie perplessità nei confronti di progetti quali Captain America: Brave New World e Secret Invasion.

In questa scettica atmosfera che ormai aleggia intorno ai nuovi lavori della Marvel, Thunderbolts* è stato una meravigliosa sorpresa. Diretto da Jake Schreier (Beef, Brand New Cherry Flavor), Thunderbolts* segna il ritorno sulle scene di personaggi provenienti da tutto l’universo Marvel: Yelena (Florence Pugh) e Alexei (David Harbour) da Black Widow, Ava Starr (Hannah John-Kamen) da Ant-Man and The Wasp e John Walker (Wyatt Russell) da The Falcon and The Winter Soldier. Un gruppo di antieroi così diversi tra loro costretti a collaborare dopo aver scoperto che Valentina Allegra de Fontaine (Julia Louis-Dreyfus), per la quale lavoravano come mercenari, li ha incastrati in una trappola mortale. Con il supporto di Bucky Barnes (Sebastian Stan), dovranno imparare a diventare una squadra per far fronte a una terribile minaccia creata dalla stessa Valentina.

Thunderbolts* funziona, ma perché funziona? Innanzitutto, è stato in grado di trovare un perfetto equilibrio tra comicità e dramma, punto forte dell’MCU del passato, ma grande mancanza in molti prodotti più recenti, nei quali l’umorismo era totalmente assente oppure assolutamente fuori luogo. Questo film riesce ad alleggerire qualche momento troppo serio, senza mai sfociare nell’imbarazzante e, soprattutto, senza togliere pathos ai punti salienti della trama.

In secondo luogo, riesce a dare il giusto spazio a ogni protagonista, risultando così un ottimo film corale. Essendo quasi tutti personaggi già conosciuti, il film non deve perdere tempo a contestualizzarne le origini e sfrutta questi preziosi minuti guadagnati per analizzare più nel dettaglio la loro psiche, che diventa il fulcro della storia. Thunderbolts* non parla semplicemente di supereroi, anzi, forse non ne parla affatto: nessuno di questi personaggi tormentati si considera un eroe, ma ciascuno di loro si ritrova a dover fare i conti con il proprio passato, con chi era prima, chi è adesso e, soprattutto, chi sarà in futuro.

L’unica vera new entry è Bob (Lewis Pullman), un povero malcapitato che si sveglia senza ricordi nella trappola di Valentina insieme ai nostri antieroi. Bob è ansioso, spaesato e… apparentemente normale, ma dimostrerà ben presto strane capacità psichiche attraverso le quali lo spettatore entrerà direttamente in contatto con le angosce sue e degli altri protagonisti. Grazie a lui il film è in grado di approfondire più del solito (sicuramente più della media dei film di intrattenimento) l’interiorità dei personaggi, gestendo in modo maturo il tema della salute mentale, cosa che, all’interno dell’MCU, era avvenuta forse solo in Moon Knight. D’altronde, il tempo dei supereroi imbattibili e infallibili è passato, i gusti sono cambiati e il focus si sta spostando sempre di più sul lato umano di questi “super”, che spesso di “eroi” hanno ben poco. Ogni singolo protagonista di Thunderbolts* ha sofferto, la vita non è stata gentile con nessuno di loro, eppure anche in situazioni apparentemente disperate, è bene ricordarsi che non si è soli.

Il film è ben bilanciato, mai noioso o con punti morti, ha ottime scene di azione, una trama solida e interessante e personaggi grigi ben sviluppati, che il pubblico ha imparato e imparerà ad amare. In conclusione, Thunderbolts* non rivoluzionerà di certo i cinecomic, ma è stato una fantastica sorpresa che, spero, porterà a un ritorno in grande stile per l’MCU!

Thunderbolts* vi aspetta in sala a partire da oggi, 30 aprile, distribuito in Italia da Walt Disney Pictures.

-Tiziana

P.S. Lewis Pullman era Bob in Top Gun: Maverick e ora è Bob in Thunderbolts*? A questo punto attendo un nuovo Bob Cinematic Universe con un futuro crossover tra tutti i Bob interpretati da Lewis.

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