«You… will… be… popular!»

Arriva finalmente sul grande schermo uno dei musical di Broadway più amati della storia. Parlo proprio di Wicked, celeberrima rivisitazione della storia del Mago di Oz che vede come protagonista Elphaba, meglio nota come la Malvagia Strega dell’Ovest, e il suo rapporto di amore-odio con Galinda, la futura Buona Strega del Nord.
Seppur il musical teatrale non sia mai arrivato in Italia, di certo la sua fama lo precede e la trasposizione cinematografica Wicked, diretta da Jon M. Chu, è stata molto chiacchierata ancora prima della sua uscita ufficiale anche nel nostro Paese.


Per chi non lo sapesse (come me tre giorni fa, praticamente), Wicked di Jon M. Chu è in realtà Wicked Parte 1 e segue con grande fedeltà le vicende del musical di Broadway – tratto a sua volta dal romanzo Strega – Cronache dal Regno di Oz in rivolta di Gregory Maguire – fino alla conclusione del primo atto, lasciando il resto della storia per il sequel che uscirà il prossimo anno. Questa prima parte, insomma, si concentra principalmente sulla giovinezza di Elphaba (Cynthia Erivo), il tempo trascorso all’università di Shiz e la sua amicizia con Glinda (Ariana Grande).

Non ho dubbi che i fan del musical saranno estremamente entusiasti del film, con il suo ritmo incalzante, i suoi colori vivaci, il suo umorismo, le musiche di Stephen Schwartz e alcuni camei molto interessanti. Ma se non sapete assolutamente nulla dell’opera originale e il film di Chu è il vostro primo approccio al mondo di Wicked, non temete, perché la trasposizione cinematografica si regge perfettamente sulle proprie gambe e non ha bisogno di conoscenze pregresse da parte degli spettatori.
In Italia il film arriverà con le canzoni interamente tradotte in italiano, scelta che mi ha fatto inizialmente storcere il naso, dal momento che tradurre le canzoni dei film musical è prassi solo quando si tratta di prodotti per bambini – per esempio i classici Disney. Nonostante io abbia avuto la possibilità di vedere il film in lingua originale, durante la visione ho capito il perché di questa scelta: la struttura del film è estremamente simile a quella di un musical teatrale, in cui recitazione e canto sono intrecciati e spesso sovrapposti e la linea di divisione tra i due è estremamente sottile. Tale sovrapposizione non è rara nei film musicali, ma è spesso ridimensionata rispetto alle loro controparti teatrali, prediligendo una struttura in cui recitazione e canto sono pressoché divisi. Nel caso di Wicked è probabile che il doppiaggio italiano delle scene recitate e le canzoni in lingua originale non fossero un’accoppiata vincente. Certo, è un peccato non poter sentire le voci di Cynthia Erivo, Ariana Grande e il resto del cast hollywoodiano, ma confido che l’adattamento italiano sia all’altezza dei nostri standard.


Nel complesso, ho solo un paio di perplessità riguardanti il film. In primis, ho trovato alcune parti un po’ ridondanti. Erano davvero necessarie due ore e quaranta per la prima parte? Non ne sono sicura. Personalmente avrei accorciato qualche scena, anche perché i temi trattati sono molto semplici e non sono niente di mai visto prima – si tratta pur sempre di un musical del 2003 tratto da un libro del 1995 – dunque un leggero sfoltimento poteva essere l’ideale, anche per rendere alcuni temi meno didascalici. La mia seconda perplessità riguarda l’illuminazione di alcune scene ambientate soprattutto all’interno dell’università. L’esempio più lampante è durante Dancing Through Life, la canzone del principe Fiyero (Jonathan Bailey), in cui le grandi fonti di luce poste alle spalle dei personaggi rendono i primi piani particolarmente in ombra. Che sia voluta o meno, l’ho trovata una scelta un po’ azzardata che va a intaccare l’estetica generale del film.
Detto questo, Wicked è un’esperienza divertente e memorabile, che potrebbe anche farvi emozionare nelle sue scene clou. Con il suo cast stellare e una colonna sonora che è passata alla storia, Wicked vi aspetta al cinema a partire da oggi, 21 novembre, distribuito in Italia da Universal Pictures!
-Tiziana

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