Inside Out 2 (2024), recensione in anteprima: un degno sequel tra lacrime e divertimento

«La vita di Riley richiede emozioni più complesse delle vostre.»  – Ansia

Dopo quasi un decennio dal primo capitolo della saga, arriva finalmente l’attesissimo sequel di Inside Out, con un cast di voci parzialmente nuovo e soprattutto un nuovo regista, Kelsey Mann, al suo debutto cinematografico.

Sono passati due anni dagli eventi del primo film e Riley, ormai tredicenne, deve affrontare una nuova e terrificante fase della sua vita: la pubertà. Ecco dunque che a Gioia, Tristezza, Rabbia, Disgusto e Paura si aggiungono quattro nuove emozioni, che vanno a complicare la situazione. Ansia, Imbarazzo, Invidia ed Ennui, infatti, rompono quel ritrovato equilibrio tra le precedenti emozioni, dando vita a un nuovo, terrificante status quo.

Tra le sfide quotidiane che può affrontare una tredicenne a cavallo tra le medie e le superiori, Inside Out 2 sceglie di concentrarsi su un aspetto in particolare, che contraddistingue Riley sin dal primo film, ovvero l’hockey. La ragazzina ha l’opportunità di frequentare un campus di tre giorni con le sue due migliori amiche, in cui avrà la possibilità di entrare a far parte della squadra di hockey del liceo già dal primo anno. Riley sarà in grado di bilanciare la sua storica amicizia con Bree e Grace con il suo desiderio di integrarsi con la squadra delle superiori?

È bello vedere che tutti questi anni di attesa tra un capitolo e l’altro sono stati effettivamente utilizzati per concepire e sviluppare una trama degna del primo film, invece che lanciarsi nella produzione subito dopo aver avuto l’OK per un sequel senza aver ben chiaro di cosa parlare. L’inizio della pubertà è un periodo complesso nella vita delle persone ed è stato trattato in modo spaventosamente realistico, con estremo riguardo nei confronti dei meccanismi che si attivano nella testa di Riley prima di compiere le varie scelte.

Le emozioni di Riley, nonostante esteticamente sembrino tutte adulte, maturano e crescono con lei. Se nel primo film imparano che un ricordo non deve per forza essere solamente felice, o triste, o spaventoso, ma che la vita è fatta da un insieme di emozioni che talvolta si accavallano, nel secondo è invece centrale il “Senso di Sé”. In tredici anni di vita Riley era riuscita a creare uno stabile Senso di Sé in cui potersi rifugiare nel momento del bisogno: “sono una brava persona”, “sono gentile”, “sono coraggiosa” e tante altre convinzioni positive l’hanno aiutata a superare le difficoltà. Ma ecco che, con l’arrivo di Ansia, queste cominciano a vacillare, per far spazio a una “nuova” Riley, pronta a tutto pur di non rimanere da sola alle superiori. La scoperta che le sue due migliori amiche non frequenteranno il suo stesso liceo manda Riley in crisi, dando la possibilità ad Ansia di prendere il controllo della console e reprimendo invece tutte le sue vecchie emozioni. Terrorizzata dall’idea che Riley possa essere esclusa dal gruppo e ritrovarsi senza amiche, Ansia inizia a lavorare giorno e notte perché ciò non accada.

Se all’inizio le nuove emozioni ci vengono presentate come utili per la crescita di Riley – ne è un esempio la scena in cui Ansia sistema le cose dopo che Gioia ha causato un attacco di ridarella a Riley in un momento decisamente inopportuno –, quando queste prendono il sopravvento si rompe quell’equilibrio che Gioia e gli altri avevano tanto faticato a creare. Riley non può più continuare con le sue emozioni originali perché la crescita implica una gamma di sentimenti più complessa di quando si è bambini, ma la sfida è proprio quella di trovare il giusto equilibrio tra vecchio e nuovo e imparare a gestire le situazioni con razionalità, senza che Ansia prenda il sopravvento.

Sarebbe troppo facile una vita in cui le proprie convinzioni non vacillano mai. Una persona può essere consapevole della propria gentilezza, della propria forza, del proprio coraggio, ma diventare adulti significa anche saper analizzare le proprie debolezze, ed ecco che nel Senso di Sé devono entrare a far parte anche convinzioni, almeno in parte, negative. Se prima Gioia doveva proteggere la Riley bambina da determinati ricordi, ora deve imparare ad affrontarli.

Con i suoi colori sgargianti e le sue atmosfere oniriche, ma anche la maturità dei suoi contenuti, Inside Out 2 saprà catturare il cuore di grandi e piccini. Gli adulti potranno ritrovarsi nelle esperienze vissute da Riley, mentre i bambini saranno in grado di comprendere come meglio gestire le proprie emozioni senza mai smettere di divertirsi.

Menzione d’onore per il nuovo cast italiano, che va ad affiancare le voci già presenti nel primo film. Pilar Fogliati più in forma che mai nel ruolo di Ansia, Deva Cassel con la sua voce profonda e il suo accento francese nei panni di Ennui, la simpaticissima Marta Filippi a interpretare Invidia e Federico Cesari a impersonare quel timidone di Imbarazzo, oltre alla meravigliosa Sara Ciocca come nuova voce di Riley e Stash dei The Kolors nel ruolo di Lance Slashblade, tutti estremamente in parte.

Preparatevi alle risate, ma anche alle lacrime, perché Inside Out 2, co-produzione Disney Pixar, sarà in tutte le sale italiane a partire dal 19 giugno, distribuito da The Walt Disney Studios Italia.

-Tiziana

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