«Non devono piacersi, devono solo collaborare.»

Facciamo un gioco. Beviamo uno shottino ogni volta che: Godzilla distrugge un ponte, Kong tira un pugno, un mostro esegue un perfetto bodyslam e viene distrutto un monumento di fama mondiale. O forse è meglio di no se non vogliamo finire in ospedale entro 15 minuti di film.
Godzilla e Kong – Il Nuovo Impero è il diretto sequel di Godzilla vs. Kong, nonché quinto capitolo del Monsterverse, l’universo cinematografico condiviso della Legendary Pictures che comprende, oltre ai due film sopracitati, Godzilla (2014), Kong: Skull Island e Godzilla II – King of the Monsters.
Qualcosa in questo film mi fa pensare che il regista, Adam Wingard, abbia rosicato tantissimo perché non ha avuto la possibilità di dirigere nessun capitolo della saga de Il Pianeta delle Scimmie, e per vendicarsi abbia creato questa pellicola con il semplice scopo di dimostrare che ne avrebbe avuto la capacità. Perché, diciamocelo, più che Godzilla e Kong, qui si parla di KONG!!! ❤️❤️❤️ e Godzilla.

La storia riprende da dove l’avevamo lasciata alla fine del capitolo precedente. Kong vive la sua vita relativamente tranquilla e solitaria nella Terra Cava, mentre Godzilla si diverte a distruggere intere città con la scusa di proteggere l’umanità dalle minacce. Rebecca Hall, Kaylee Hottle e Brian Tyree Henry riprendono i loro ruoli da protagonisti umani, con l’aggiunta di un nuovo elemento, interpretato da Dan Stevens. I quattro si addentreranno nella Terra Cava insieme a Kong per identificare una nuova terribile minaccia.
Non c’è niente da fare, se vi divertite a vedere i mostroni in CGI che si prendono a sberle potenti, questo film è decisamente per voi. I cazzotti partono già dal primo minuto, nemmeno un accenno di trama o altro, SBAM! Godzilla che mena fortissimo un altro gigante, cambio scena, SBAM! ecco Kong che spezza a metà un animalaccio cattivo dal sangue verde e gelatinoso e, pochi minuti dopo, prende a cazzotti potenti altri scimmioni. Nota importante, a questo punto fa il suo ingresso in scena uno scimmiottino gigante super adorabile con gli occhioni dolci, inutile dire che l’ho adottato non appena l’ho visto.

Mi fa molto ridere pensare alle due storyline parallele di Kong e Godzilla in questo film. Da una parte abbiamo Kong, che scopre un’area segreta della Terra Cava in cui vive un clan di suoi simili, oltre a un’antichissima tribù Iwi che da millenni vive isolata dal resto dell’umanità, e intraprende un viaggio alla scoperta delle sue origini; dall’altra abbiamo Godzilla, che… va a imbruttire gli altri titani per assorbire i loro poteri e portare a termine la sua megaevoluzione sgravata esagerata. Inutile dire che la minaccia proveniente dalla Terra Cava sarà il pretesto per far alleare Kong e Godzilla una volta per tutte (non vi anticipo niente sulla battaglia da alleati, dovete vedere per credere).

E gli umani in tutto ciò? La piccola Jia, la bambina sorda di origine Iwi protagonista già del film precedente, inizia ad avere strane visioni, proprio quando dalla Terra Cava iniziano a provenire degli strani segnali. La primatologa Ilene Andrews, nonché madre adottiva di Jia, decide dunque di unire le forze con Bernie Hayes, cyber-tecnico, e Trapper (giuro, si chiama così…), veterinario, per indagare più a fondo sulla vicenda. Un po’ come i capitoli precedenti, anche in Godzilla e Kong la sottotrama degli esseri umani risulta di contorno rispetto al focus principale del film, ovvero le scazzottate tra mostri. I personaggi sono macchiettistici, poco sviluppati, e le informazioni su di loro vengono fornite col contagocce, e quando ci vengono rivelate non hanno alcuna vera rilevanza, quindi, alla fine della fiera, poco ci importa di loro. Nonostante ciò, è bello per una volta rivedere dei volti familiari, invece di ritrovarci davanti all’ennesimo cambio del cast, come è avvenuto per tutti i film precedenti (fatta eccezione per Millie Bobby Brown, protagonista sia di Godzilla II, sia di Godzilla vs. Kong).

Rimane il fatto che, diciamoci la verità, noi siamo qui per vedere i mostri, e il film ne è consapevole. Godzilla e Kong non vuole essere particolarmente fedele alle origini mitologiche dei personaggi, né gliene frega qualcosa di essere come i film Kaiju giapponesi, vuole solo le botte e le vuole il più spettacolari possibile. Sinceramente, sono uscita dalla sala convinta di aver visto un ibrido tra un Il Pianeta delle Scimmie, Transformers e un cinecomic, però mentirei se dicessi che non mi sono divertita da matti.

Godzilla e Kong – Il Nuovo Impero vi aspetta nelle sale italiane a partire dal 28 marzo, distribuito in Italia da Warner Bros. Se siete interessati, mi raccomando, guardatelo in sala, perché sul grande schermo fa tutto un altro effetto.
-Tiziana
P.S.: Godzilla usa il Colosseo come cuccia. Già.
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