«È iniziata con me, e con me deve finire.» – Asha
Il 21 dicembre, con un notevole ritardo rispetto agli Stati Uniti, arriverà nelle sale italiane Wish, il 62esimo classico Disney, nonché film realizzato per festeggiare il centenario dello studio di animazione. La Disney, ahimè, si vede costretta a celebrare questo grande traguardo durante un periodo non troppo proficuo, è infatti reduce da due notevoli flop al botteghino, Lightyear (targato Disney Pixar) e Strange World.
Negli ultimi anni il pubblico sembra perdere sempre di più l’interesse per i nuovi prodotti Disney, anche a causa dei continui remake live action che non convincono mai a pieno i fan, e in un simile contesto a Wish è affidato il compito di riportare le famiglie in sala e di far ritornare quella sensazione di magia che ha sempre caratterizzato i classici Disney. Wish sarà all’altezza delle aspettative? Ancora è presto per definirlo, ma gli incassi nei paesi in cui il film è già in sala non preannunciano nulla di eccezionale, come d’altra parte nemmeno le critiche. Il film ha infatti debuttato su Rotten Tomatoes con un indice di apprezzamento del 48%, sia per i critici sia per il pubblico. Ma Wish è davvero così mediocre come sembrano rivelare questi risultati?

Wish racconta la storia di Asha, una ragazza ambiziosa e sicura di sé che vive nel regno di Rosas, un’immaginaria isola del Mediterraneo in cui tutti sono i benvenuti. Il regno è stato fondato dal Re Magnifico, un mago che custodisce i desideri dei suoi sudditi e che, una volta al mese, decide di usare i suoi poteri per esaudirne uno. Asha ha la possibilità di fare un colloquio con Magnifico per diventare la sua apprendista, ma presto si rende conto che le intenzioni del re non sono così oneste e altruiste come afferma lui stesso. Asha decide dunque di escogitare un piano per smascherare Magnifico e fare giustizia, con l’aiuto di una stella magica e dei suoi più cari amici.

Wish è prima di tutto una celebrazione del passato, riprende infatti uno schema ben preciso che spesso è risultato vincente e che si può ritrovare nei classici Disney di maggior successo: una protagonista in cui è facile riconoscersi, ottimista, altruista, ma anche impacciata, un animaletto che funge da spalla comica, un cattivo senza scrupoli, una netta divisione tra bene e male, delle canzoni da musical orecchiabili e semplici da memorizzare. Inoltre, in quanto film per il centenario, Wish è anche ricco di citazioni, dalle più lampanti, come lo specchio di Biancaneve o un certo Peter che sogna di costruire una macchina volante, a quelle un po’ più sottili, come l’orso che si chiama John come Little John di Robin Hood. Ma nonostante ciò, Wish è al passo coi tempi e guarda al futuro. Il film, infatti, inizia in modo molto convenzionale, ma a un certo punto la rivoluzione prende il sopravvento. Asha lotta per se stessa e per le persone che ama, come molte altre protagoniste prima di lei, ma soprattutto lotta per la comunità, spinta non solo dall’altruismo, ma anche dal senso di giustizia. Non è semplicemente in cerca di riscatto, Asha combatte per degli ideali ben precisi. Ed ecco che l’amore, l’amicizia, l’individualità e la famiglia, pur rimanendo dei valori fondamentali nel film, lasciano spazio all’elemento più importante: il popolo.
Asha è dunque la protagonista per eccellenza, un personaggio che non si lascia mai trascinare dagli avvenimenti senza reagire. Non è una prescelta che deve compiere una missione contro la sua volontà, non è un burattino in balia degli eventi, al contrario, si assume la responsabilità di aiutare il suo popolo in quanto unica persona a conoscere la verità. Non per niente ritengo che la canzone migliore del film sia proprio Knowing What I Know Now (resa in italiano come Ciò che so adesso), in cui Asha giura che non rimarrà ferma a guardare, poiché non può far finta di niente dopo aver scoperto la vera natura di Magnifico.

All’altruismo di Asha si contrappone la pura malvagità di Magnifico, alimentata dal suo egocentrismo. Dopo svariati anni di classici Disney sprovvisti di un vero antagonista o in cui esso veniva rivelato solo alla fine, con Re Magnifico ritornano i Cattivi con la C maiuscola, quelli spinti da un’irrefrenabile brama di potere e che ostentano la loro malvagità con una canzone. Re Magnifico si presenta ufficialmente al pubblico come antagonista con Il grazie dov’è?, un pezzo che risulta in tutto e per tutto come una versione malvagia di Tranquilla, la canzone di Maui in Oceania, e che personalmente mi ha ricordato anche Resta con me, cantata da Madre Gothel in Rapunzel: entrambi i pezzi, infatti, mettono in risalto le capacità manipolatorie dei due personaggi, che vogliono a tutti i costi essere visti come dei salvatori, piuttosto che dei criminali.

Finora, dunque, non ho fatto altro che parlare al positivo di questo film, eppure non mi è difficile capire il motivo dietro al suo debutto così mediocre: Wish sembra essere l’ennesima prova che negli ultimi anni la Disney ha perso l’ispirazione. Gli elementi innovativi, infatti, sono troppo pochi e non riescono a spiccare come si deve. Il film dà, per la maggior parte della sua durata, una sensazione di già visto, non necessariamente di riciclato, ma comunque di non abbastanza originale. L’effetto nostalgia è sempre ben accetto, ma in questo caso impedisce al film di fare quel salto di qualità che ne avrebbe rafforzato l’identità. Wish sa reggersi sulle proprie gambe, ma non spicca mai il volo, ed è un peccato, perché con il secondo atto e l’affermarsi degli ideali di rivoluzione della protagonista la trama diventa molto interessante. Il problema è che ci vuole forse un po’ troppo tempo per arrivarci e tutta la prima parte non aiuta il film a brillare come avrebbe dovuto.
Ben venga la nostalgia, ben vengano le citazioni, ma per il centenario c’era bisogno, a mio parere, di osare un po’ di più.

Nonostante ciò non nego di essermi divertita. Ho riso, mi sono emozionata, ho applaudito ad alcune citazioni, ho inevitabilmente sviluppato una crush proibita per Magnifico doppiato da Michele Riondino, insomma, senza dubbio tornerò a guardarlo appena uscirà nelle sale e invito tutti a fare lo stesso per poter sviluppare un vostro parere.
Wish, il 62esimo classico Disney, diretto da Chris Buck e Fawn Veerasunthorn, vi aspetta al cinema a partire dal 21 dicembre 2023.
-Tiziana
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