Five Nights at Freddy’s (2023), recensione in anteprima: più carino e coccoloso che inquietante e spaventoso

«A loro piacciono i disegni» -Abby

I film tratti da celebri saghe video ludiche sono sempre un enorme rischio, e questa è cosa ormai risaputa. Molti di questi, infatti, non hanno reso giustizia al prodotto originale e, per questo, hanno faticato a guadagnarsi l’approvazione del loro target principale, ovvero i fan del videogioco. Ultimamente, tuttavia, ci sono state diverse eccezioni alla regola, film che sono stati in grado di rimanere fedeli al rispettivo videogame, conquistando in tal modo la fiducia dei fan e mettendo anche in scena una storia interessante per il resto del pubblico. Parlo di pellicole molto recenti, quali, tra gli altri Super Mario Bros. (2023), la saga di Sonic (2020, 2022), o Detective Pikachu (2019).

Ma, diversamente dai titoli sopramenzionati, Five Nights at Freddy’s (che d’ora in avanti chiamerò FNAF per comodità) è una saga video ludica horror indipendente, motivo per cui tutti i numerosi capitoli del videogioco hanno un gameplay relativamente semplice: il giocatore impersona il protagonista, sia esso un addetto alla sicurezza, un bambino, o lo stesso antagonista della saga, ritrovandosi in una stanza senza possibilità di muoversi, tutto quello che può fare è controllare la posizione degli animatronici, inquietanti pupazzoni zoomorfi il cui scopo nel gioco è quello di ucciderti, ma non prima di averti fatto prendere uno spavento epocale. Ero dunque curiosa di capire come avessero scelto di sviluppare un intero film a partire da premesse così modeste. Per fortuna, nonostante la semplicità del gameplay, il franchise di FNAF vanta una lore piuttosto complessa, sviluppata nel corso dei nove capitoli rilasciati dal 2014 a oggi (il decimo è in arrivo a dicembre 2023).

Il materiale da cui attingere sicuramente non mancava, ma la vera domanda è: il film di FNAF è all’altezza delle aspettative dei fan (e non)? La mia personale risposta è… ni.

Ma facciamo un passo alla volta. Five Nights at Freddy’s,prodotto da Blumhouse e diretto da Emma Tammi, segue la storia di Mike Schmidt (Josh Hutcherson), ragazzo orfano che si prende cura da solo della sorellina Abby, ma ha difficoltà a mantenere un lavoro per lunghi periodi. Dopo la minaccia della zia di portargli via Abby, Mike accetta per disperazione un lavoro notturno come addetto alla sicurezza in una pizzeria abbandonata, Freddy Fazbear’s Pizza, celebre negli anni ’80 per le sue mascotte zoomorfe, ma che fu chiusa a seguito di un terribile avvenimento verificatosi proprio al suo interno: l’omicidio di cinque bambini.

E fin qui niente di male, le premesse per una trasposizione cinematografica degna c’erano, ma ci sono vari fattori che proprio non hanno funzionato.

Innanzitutto, il film ricava numerosi elementi direttamente dalla lore dei videogiochi, alterandone tuttavia la canonicità, come per esempio l’identità del protagonista Michael o quella dell’antagonista principale. Una scelta che ho trovato un po’ avventata, dal momento che la lore originale aveva abbastanza materiale da poter garantire la creazione di almeno una trilogia di film senza dover inserire elementi estranei a essa. D’altra parte, tuttavia, i fan del videogioco sono abituati a media alternativi non canonici. I romanzi e le novelle di FNAF, infatti, non sono esattamente considerabili canon e spesso e volentieri introducono storyline e personaggi estranei alla trama principale dei videogiochi. Non c’è quindi la necessità che tutti i media di FNAF creino un grande universo condiviso. Tuttavia, il film mantiene invariati diversi elementi della lore originale, i quali però vengono rivelati, a mio parere, troppo in fretta. Capisco la volontà di inserire contenuti famigliari ai fan del videogioco, ma ho avuto l’impressione che si siano giocati tutte le loro carte in questo primo film, invece di conservarle per dei possibili seguiti (tra l’altro già pianificati).

Passiamo ora alla questione animatronici, dal momento che il timore era che questi fossero realizzati in CGI scadente e risultassero dunque ridicoli. Per fortuna i fan erano subito stati rassicurati del fatto che le mascotte sarebbero state veri e propri pupazzi, e così è stato. Personalmente ho trovato gli animatronici molto ben fatti, carini e rassicuranti in alcune situazioni, inquietanti in altre, proprio come dovrebbe essere, nonché molto simili ai design del videogioco.

Ma se davvero gli animatronici, che erano la preoccupazione principale del pubblico, sono riusciti, allora qual è il vero problema del film? Ebbene, il problema è che non fa paura.

I videogiochi di FNAF hanno l’incredibile capacità di unire i due elementi fondamentali per creare un horror terrificante: la tensione e i jumpscare. Minuti interi di silenzi, rumori sinistri, sagome che si spostano nell’ombra, ma appena abbassi la guardia SBAM! ecco l’animatronico di turno che ti salta addosso all’improvviso, e a quel punto devi ricominciare da capo. In un epoca in cui ormai tutti i film horror di intrattenimento fanno affidamento quasi esclusivamente ai jumpscare per spaventare il pubblico, è un crimine che proprio Five Night at Freddy’s non lo faccia. Le opportunità c’erano, ma è come se il film avesse scelto di sfruttare la sua classica formula “tensione + jumpscare” solo in una sequenza che arriva molto presto all’interno della pellicola, per poi dimenticarsene e non utilizzarla più.

Nonostante ciò, non mi va di condannare del tutto il film. Five Nights at Freddy’s è una trasposizione cinematografica parzialmente riuscita, che vanta però un ottimo cast, dal protagonista Josh Hutcherson (vi imploro aiutatemi a far davvero partire la Josh Hutcherson Renaissance, su TikTok ci stiamo impegnando), agli interpreti secondari, tra cui spicca Matthew Lillard, che è sempre un piacere veder tornare alle pellicole horror.

Five Nights at Freddy’s arriva nelle sale italiane in anteprima il 31 ottobre, e successivamente a partire dal 2 novembre, per Universal Pictures.

-Tiziana

P.S. Peccato per il mancato cameo di Markiplier, ma i fan saranno contenti dell’apparizione di un altro famoso Youtuber strettamente collegato al mondo di Five Nights at Freddy’s!

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