«Hay muchas cosas que tú no sabes de tu nana.»
– Nana Reyes

Ormai sono anni che non capisco cosa stia cercando di fare la DC con il suo Extended Universe. Le cose bene o male sono quadrate fino a Justice League? Aquaman forse? Poi i film hanno iniziato a essere sempre più scollegati e il pubblico ha iniziato a perdere interesse per il progetto. Gli ultimi film del DCEU (recentemente ribattezzato DCU), infatti, sono stati un flop peggio dell’altro, con The Flash come culmine del disastro, che è stato posticipato talmente tante volte che quando è uscito davvero quasi non ci credevo – ricordiamo che la causa di questi posticipi è stata, Covid a parte, quel gran simpaticone di Ezra Miller, attore protagonista di The Flash che nel tempo libero si diverte a minacciare persone, rapire minorenni e fondare sette religiose in Islanda.
Insomma, fatta eccezione per The Suicide Squad, tutti i recenti film ufficialmente considerati parte del DCU stanno floppando, per un motivo o per l’altro, e questo non gioca di certo a favore di Blue Beetle, il nuovo cinecomic DC diretto da Ángel Manuel Soto uscito nelle sale italiane giovedì 17 agosto 2023. Blue Beetle, infatti, sembra destinato al fallimento, tanto che nessuno nei DC Studios ci sta scommettendo più di tanto.

Nonostante queste premesse disastrose, ero comunque molto curiosa di vedere questo nuovo cinecomic, soprattutto in quanto grande fan di Cobra Kai. Xolo Maridueña, uno dei protagonisti indiscussi della serie Netflix sequel di Karate Kid, interpreta infatti il protagonista Jaime Reyes (letto Haime mi raccomando, non Geimi), a.k.a. Blue Beetle. Temevo comunque di trovarmi davanti a un film poco ispirato, con una CGI a dir poco scadente e una trama banale. Per fortuna posso invece affermare di essere uscita dal cinema entusiasta. Parliamoci chiaro, non è il film del secolo, ma Blue Beetle riesce a divertire e intrattenere sfruttando la classica formula dell’origin story di un supereroe, senza troppe pretese. Dalla sequenza iniziale in cui viene presentato il cattivone (la cattivona, in questo caso) di turno, all’introduzione di Jaime e della sua famiglia, dall’evento che porterà Jaime ad acquisire i poteri, alle dinamiche con l’interesse amoroso del protagonista, è tutto molto cinecomic del 2009. E funziona.
Funziona perché Blue Beetle è consapevole di quello che è e che ha da offrire. Introduce pochi personaggi, ma si impegna a dar loro una caratterizzazione che ci fa entrare in sintonia con loro e ci fa comprendere le loro azioni e motivazioni. Non cerca di complicare le cose solo per risultare più originale e sfrutta a pieno il suo modesto (per gli standard dei cinecomic moderni) budget di 104 milioni di dollari, riuscendo ad avere una grafica più convincente di molti film DC che sono costati anche il triplo.

Sono rimasta piacevolmente sorpresa dal modo in cui la pellicola sviluppa la famiglia di Jaime e le relazioni tra i vari membri, senza sfociare nel solito conflitto generazionale. Tutti i membri della famiglia Reyes, di origini messicane ma residenti negli USA, sono personaggi piacevoli, addirittura spassosi, come lo zio Rudy o la nonna, si supportano l’un l’altro e noi non dobbiamo sorbirci l’ennesimo film sulla famiglia con protagonisti adolescenti o poco più pieno di “mamma, tu non mi capisci” o “papà, questo è il tuo sogno, non il mio”. Finalmente una ventata di aria fresca!

Alla famiglia affettuosa di Jaime si contrappone la situazione di Jenny Kord, giovane ereditiera orfana il cui unico membro della famiglia ancora in vita (o almeno non scomparso) è la zia Victoria Kord, l’antagonista principale spinta da forti ideali imperialisti. Jenny sogna per le KORD Industries un futuro radioso e pacifico, ma Victoria sfrutta l’azienda per costruire armi di distruzione e per portare avanti il suo regime di terrore nei paesi in via di sviluppo. Jenny si allea quindi con Jaime e la sua famiglia per tentare di avere la meglio sulla zia e diventare il nuovo CEO delle KORD Industries. Jenny è un personaggio che ho apprezzato molto, perché riesce a svolgere il classico ruolo dell’interesse amoroso di Jaime pur mantenendo la sua individualità, senza essere un mero accessorio per la trama dell’eroe. Forse però un appunto che voglio fare al film è che avrei voluto vedere un migliore sviluppo della relazione di Jenny con i membri della famiglia Reyes, che passano da considerarla un problema per Jaime ad accoglierla nella famiglia, ma mi rendo anche conto che la durata del film di appena due ore non permette troppe digressioni dalla trama principale.
In conclusione, alternando accortamente scene drammatiche e momenti comici (la prima trasformazione di Jaime è a dir poco isterica), Blue Beetle si conferma una bella sorpresa per i fan dei cinecomic, ed è un vero peccato che la DC abbia deciso di non rendere il film ufficialmente parte del reboot del suo universo cinematografico. È tuttavia confermato che il Blue Beetle di Jaime Reyes ricomparirà nel nuovo DCU e che Xolo Maridueña riprenderà il ruolo a prescindere dal successo della pellicola.
Vi prego andate a vedere Blue Beetle al cinema che magari floppa un po’ di meno.
-Tiziana
P.S.: Batman è un fascista!

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