“La vita è come un romanzo avvincente: non sai mai cosa succederà nel capitolo successivo.”
L’11 maggio tornano finalmente al cinema Diane (Diane Keaton), Vivian (Jane Fonda), Carol (Mary Steenburgen) e Sharon (Candice Bergen), il quartetto di amiche della terza età pronto a imbarcarsi in una nuova avventura tutta italiana. Le quattro donne, infatti, a seguito dell’allentamento delle misure contro il Covid, decidono di portare il loro club del libro nel Bel Paese e insieme partono per una vacanza che per tanti anni avevano solo sognato, ma mai realizzato.
Se il primo capitolo di questa saga vedeva le nostre eroine giostrarsi tra la vita di tutti i giorni e i loro problemi sentimentali, Book Club – Il Capitolo Successivo ci mostra più a fondo l’amicizia tra le quattro donne, che lasciano a casa i rispettivi mariti o fidanzati per intraprendere il viaggio che sognavano da tutta la vita con la scusa dell’addio al nubilato per Vivian, in procinto di compiere il grande passo con il compagno Arthur (Don Johnson).

Durante la visione del primo Book Club devo ammettere di aver temuto più volte che il film, pur avendo un cast di protagoniste donne, potesse non superare il famigerato Bechdel test, un metodo che valuta la rappresentazione femminile nelle opere di finzione. Le regole sono semplici: per superare il test, un film deve avere almeno due personaggi femminili che intrattengano una conversazione che non riguardi in nessun modo un uomo. Nel corso del primo capitolo, tuttavia, mi sono ritrovata spesso a pensare che le quattro amiche non facessero altro che parlare di uomini, in un modo o nell’altro: i problemi di coppia tra Carol e il marito Bruce (Craig T. Nelson), l’incontro di Diane con l’affascinante pilota di aerei Mitchell (Andy Garcia), la possibile relazione di Vivian con Arthur e gli appuntamenti trovati su Bumble di Sharon.
Book Club – Il Capitolo Successivo, da questo punto di vista, rappresenta a mio avviso un passo avanti. La vacanza in Italia fa sì che gli uomini non siano mai presenti durante il film, se non all’inizio e alla fine, e questo dà la possibilità alle quattro amiche di parlare finalmente anche di altri argomenti e di mostrare meglio agli spettatori la profondità del loro legame. Diane, Vivian, Sharon e Carol non potrebbero essere più diverse l’una dall’altra, ma sono unite da una profonda amicizia che dura da cinquant’anni, una di quelle amicizie che farà invidia alle spettatrici più giovani, che si chiederanno se anche loro, a quell’età, saranno così fortunate.

La comicità di Book Club – Il Capitolo Successivo è molto simile a quella del suo predecessore, l’umorismo si basa su battute a sfondo sessuale, equivoci imbarazzanti e un numero spropositato di dick jokes. Normalmente direi che è un tipo di comicità che non apprezzo, che trovo troppo volgare e non molto ispirato, ma per qualche motivo in questo film funziona. Durante la visione mi domandavo: ma perché sto ridendo a Jane Fonda che chiede alle amiche dove può infilare le banconote guardando delle sculture di uomini nudi? Forse l’ilarità sta proprio nel vedere queste famosissime attrici, grandi pilastri del cinema statunitense, recitare battute così sciocche e grossolane. Sarebbe un po’ come assistere a una rap battle tra Dante Alighieri e Giacomo Leopardi, un’idea così assurda che non può non far ridere.

L’Italia rappresentata in questo secondo capitolo non è niente a cui noi italiani non siamo già abituati: bei paesaggi, arte, buon cibo, uomini affascinanti… e qualche borseggiatore. Insomma, tutto rientra nei normali stereotipi americani, ma almeno i luoghi raffigurati sono abbastanza veritieri e non ci sono strafalcioni come aeroporti nel centro città o automobili per le strade di Venezia (ho visto cose che voi umani non potete neanche immaginare…). L’unica incongruenza che mi ha fatta molto ridere è stata la scelta di utilizzare la stazione di Venezia S. Lucia per girare le scene delle protagoniste che partono da Roma per recarsi a Venezia. In quel momento del film ho creduto che fossero già arrivate a destinazione, per poi scoprire che non erano ancora partite e che, teoricamente, dovevano essere ancora a Roma Termini. Sicuramente un errore facilmente trascurabile per chi non ha familiarità con le due città, ma io per qualche secondo mi sono sentita alquanto confusa. Punto a favore, invece, per la colonna sonora, che non si limita a utilizzare le classiche canzoni italiane di altri tempi, ma aggiunge anche qualche canzone moderna (Ciao Ciao de La Rappresentante di Lista ne è un esempio), insieme ad alcune cover italiane di celebri canzoni americane, come You Make My Dreams di Hall & Oates.
Morale della favola, Book Club – Il Capitolo Successivo non è e non vuole essere un film dal grande spessore culturale, ma è certamente in grado di intrattenere e di far passare una piacevole ora e mezza a chi sarà disposto a svuotare la mente e godersi una simpatica commedia sull’importanza dell’amicizia tra donne.
Book Club – Il Capitolo Successivo arriva al cinema dall’11 maggio distribuito da Universal Pictures.
-Tiziana
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