Sono andata a vedere questo film con poche speranze (le riponevo solo nel ruolo di Pedro Pascal - Reed Richards alias Mr. Fantastic), ma sono uscita dalla sala piacevolmente colpita. Credo che ormai, tutti noi appassionati della Marvel, continuiamo a vedere i film della produzione semplicemente perché siamo "addicted" alle varie saghe e ai vari... Continua a leggere →
Presence (2024), recensione in anteprima: il potere di Soderbergh sull’inquadratura
Un film su una casa infestata dal punto di vista di un fantasma. Presence di Steven Soderbergh combina le ambizioni formaliste del regista con una teatralità di genere essenziale e stereotipata. La storia può sembrare familiare, ma non c'è nulla di familiare nel modo in cui l'ha girata. La macchina da presa si muove negli... Continua a leggere →
The Monkey (2025), recensione: Oz Perkins supera la prova Stephen King
Non smetterò mai di ripeterlo, ma l'horror... quello sì che è un genere fantastico per esplorare il trauma. È un luogo comune che Osgood Perkins, sceneggiatore e regista di Longlegs, eleva con altrettanta delicatezza e forza bruta in The Monkey: un adattamento esplosivo e deliziosamente sanguinolento dell'omonimo racconto di Stephen King. Come film, The Monkey... Continua a leggere →
28 Anni Dopo (2025), recensione in anteprima: un’inquietante nuovo inizio
«Messo piede sulla terraferma, non c’è soccorso.» Perché fare un film conclusivo di una trilogia, quando puoi fare una trilogia conclusiva di una trilogia? È proprio questo che ha deciso di fare Danny Boyle per chiudere la fortunata saga di 28 Giorni Dopo, iniziata nel 2002. Dopo un primo sequel, 28 Settimane Dopo, la cui... Continua a leggere →
Sinners (2025), recensione: allegoria sull’America e l’appropriazione culturale
Di questi tempi, in molti film mancano anima e costruzione – una sequenza d'azione avvincente senza spunti di riflessione, momenti toccanti per personaggi senza alcuno sviluppo. Questo indebolisce e persino sminuisce la narrazione, spesso rendendo l'esperienza visiva poco stimolante. E con gli Studios che si prendono meno rischi con film poco impegnativi, il bacino di grandi film... Continua a leggere →
Thunderbolts* (2025), recensione in anteprima: la rivincita della Marvel?
«Tutti qui hanno fatto cose orribili.» Vi ricordate quando ogni singolo progetto Marvel in uscita diventava un grande evento internazionale? Quando contavamo i giorni che mancavano al prossimo film o alla prossima serie? Quando venivamo bombardati da innumerevoli teorie del complotto riguardo ai personaggi, ai camei, ai futuri progetti? Questi bei tempi sono purtroppo conclusi... Continua a leggere →
Until Dawn: Fino all’Alba (2025), recensione in anteprima: quando la morte non è la fine
«Non posso morire di nuovo.» “Avrò anche giocato al videogioco un po’ di anni fa ormai, ma non pensavo di avere una memoria così terribile”, questo è stato il mio primo pensiero dopo circa quindici minuti di Until Dawn – Fino all’Alba, il nuovo film di David F. Sandberg tratto dall’omonimo videogioco della Sony Computer... Continua a leggere →
G20 (2025), recensione in anteprima: una grande americanata, ma fatta veramente bene
G20 è l’esempio perfetto di come il cinema d’azione possa dire ancora qualcosa, pur avendo alle spalle anni e anni di film indimenticabili. In questo nuovo film, diretto da Patricia Riggen, la protagonista indiscussa è Viola Davis, nei panni del Presidente d’America degli Stati Uniti, Taylor Sutton (una realtà un po’ distopica, vero?). Durante un... Continua a leggere →
The Shrouds (2025), recensione in anteprima: il lutto secondo Cronenberg – corpi, memoria e ossessione
L’attesa e il ritorno Negli ultimi mesi ho attraversato il cinema di David Cronenberg come si attraversa una galleria di specchi deformanti, dove ogni film riflette una parte diversa del corpo e dell’anima. Ho amato la freddezza lucida di Cosmopolis, la carne viva di La mosca, i corpi mutanti di Crimes of the Future. Quando... Continua a leggere →
Memoir of a Snail (2024), recensione in anteprima: se non puoi essere un supereroe, trasformati in una lumaca
Conosciuto per le sue opere mature e tragicomiche che hanno - come lui stesso definisce - disegni robusti di personaggi con palesi stranezze in ambientazioni tetre, i film di Adam Elliot hanno avuto una viva risonanza con il pubblico per anni, grazie alla loro capacità di abbracciare la malinconia e l'angoscia di tutti i disadattati e gli... Continua a leggere →