Reminders of Him (2026), recensione in anteprima: decisamente diverso dal libro… per fortuna

«C’è stato un tempo prima di te e un tempo con te, non credevo possibile un tempo dopo di te.»

Con un fidanzato morto, una figlia mai conosciuta e cinque anni di carcere alle spalle, Kenna (Maika Monroe) non si può certo definire la ragazza più fortunata del mondo. Ora, appena uscita di prigione e senza più amici o famigliari, la giovane è determinata nel riprendersi sua figlia Diem, nonostante ne abbia perso anni prima la custodia, affidata ai genitori del defunto padre. Kenna, tuttavia, prima di affrontare i suoceri e ricongiungersi con la bambina, deve trovare la forza di rimettere in sesto la sua vita, trovando un lavoro e una parvenza di stabilità.

Abbiamo quindi appurato che, nonostante il titolo e la presenza nel cast di Tyriq Withers, Reminders of Him, diretto da Vanessa Caswill, non è un bizzarro sequel di Him, bensì un film di genere drammatico-romantico tratto dall’omonimo romanzo della celebre scrittrice statunitense Colleen Hoover. Come dite? Non conoscete Colleen Hoover? Povere care anime innocenti… Diciamo, in poche parole, che l’autrice è famosa per aver scritto – e scrivere tuttora – numerosi romanzi “romantici” in cui vengono idealizzati e giustificati comportamenti tossici e abusivi, nonostante lei stessa si reputi una paladina del femminismo. Insomma, spesso e volentieri entrambi i protagonisti dei suoi romanzi sono persone a dir poco discutibili che non vorresti mai come partner dei tuoi figli.

Ovviamente, come tutti gli autori più controversi, sul web non esistono mezze misure: o la ami o la odi. Personalmente, ammetto di tendere più verso la seconda. Ho anche provato a leggere qualcosa di suo perché non giudico senza aver prima sperimentato sulla mia pelle, ma i temi e lo stile di scrittura proprio non fanno per me. Eppure, il mio lato trash è sempre entusiasta all’idea di vedere un film tratto da un suo libro. E perché mai? Semplice: se da un lato è una tortura passare ore e ore della mia vita a leggere un suo romanzo, spenderne due per guardarmi un film tratto da esso, con tutto il trash che ne deriva, è tutta un’altra cosa…

Sono dunque entrata in sala pronta a godermi del sano trash (reduce da Regretting You qualche mese fa, cosa non si fa per McKenna Grace…) e mi sono ritrovata un film… normale? Sì, normale. Quello che vedrete è un normalissimo film romantico, a tratti melenso e sicuramente melodrammatico – un po’ il tratto distintivo della Hoover – ma nel complesso innocuo.

Seppur non sia facile immedesimarsi nella protagonista (non so a quanti di noi sia capitato di finire in prigione con l’accusa di aver ucciso il proprio compagno a causa di un incidente stradale), il film cerca in tutti i modi di farci empatizzare con lei: è infatti abbastanza impossibile non provare un minimo di compassione per una persona a cui ogni cosa nella vita è andata male e mi sono ritrovata più volte a pensare come facessero alcuni personaggi a essere così meschini con Kenna. Anche Ledger, il co-protagonista e interesse amoroso di Kenna, è un tipo a posto. Nonostante sia inizialmente diffidente nei suoi confronti – d’altronde era il migliore amico di Scotty, il fidanzato di Kenna – è una delle prime persone ad aiutarla a riprendere in mano la sua vita, in modo da poter avere una seconda occasione con Diem.

Fermi tutti! Il migliore amico del fidanzato morto? Ora sì che inizio a riconoscere il tocco magico di Colleen Hoover! Ovvio che, tra tutti i giovani adulti di sesso maschile che vivono a… qualunque sia la città americana in cui è ambientato il film, Kenna dovesse scegliere il più sbagliato in assoluto (e viceversa, sia chiaro)! Eppure, la relazione tra Kenna e Ledger è complessivamente accettabile e non succede mai nulla di strano: i due tengono davvero l’uno all’altra ed entrambi sono a lungo titubanti a intraprendere un rapporto per via di Scotty.

A questo punto mi sono chiesta: Reminders of Him è il libro più normale di Colleen Hoover, oppure il film ha messo in atto drastiche modifiche per evitare il peggio? Mi sono informata e la risposta è… un po’ entrambe le cose. Sui maggiori siti di recensioni di libri anche i più grandi fan dell’autrice sostengono che questo romanzo sia un po’ sottotono in quanto a colpi di scena o elementi scioccanti, quindi il materiale di partenza è già meno fuori di testa della media. In più, il film ha attuato sostanziali modifiche in scene discutibili. Per esempio, nel libro, già al loro primo incontro al bar, Kenna e Ledger si baciano e stanno anche per concludere, nonostante Kenna si sia già resa conto che si trattasse del migliore amico del suo defunto ragazzo, mentre nel film, appena Kenna ha la realizzazione, si dilegua con la prima scusa che le viene in mente. In più, nel libro Ledger è a lungo disgustato dalla sola presenza di Kenna ed è convinto che lei lo stia usando solo per arrivare a Diem e, a un certo punto, decide di aiutarla solo perché attratto da lei, trattandola comunque con sufficienza e diventando spesso e volentieri possessivo e tossico nei suoi confronti. Nel film, al contrario, l’astio verso Kenna dura molto poco e Ledger si dimostra quasi subito comprensivo e indulgente nei suoi confronti. Insomma… due personaggi completamente diversi.

In conclusione, Reminders of Him è un film che svolge discretamente il suo compitino, cercando in tutti i modi di strappare qualche pianto di commozione allo spettatore. È una storia di amore genitoriale e romantico, di coraggio e di riscatto personale. Se pensate che questo tipo di film faccia al caso vostro, trovate Reminders of Him nelle sale italiane a partire da oggi 12 marzo, distribuito da Universal Pictures Italia!

-Tiziana

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