ZOOTROPOLIS 2 (2025), recensione in anteprima: Un fantastico buddy cop movie contro ogni discriminazione

«Siamo ufficialmente colleghi da una settimana… felice anniversario!»

Nick e Judy, la coppia furry più famosa dell’ultimo decennio, nonché i due personaggi animali che hanno rivoluzionato per sempre le classifiche delle crush proibite di ognuno di noi, tornano col botto quasi un decennio dopo il primo film, pronti a imbarcarsi in una nuova avventura!

Come al solito, l’annuncio ufficiale di un sequel Disney mi fa sempre un po’ storcere il naso, la domanda principale è una sola: che c’è ancora da raccontare? Se per molti film la risposta è effettivamente “niente” e le trame dei sequel sono spesso ai limiti dell’imbarazzante, per Zootropolis la questione è un po’ diversa.

Abbiamo lasciato Judy Hopps e Nick Wilde sul più bello, dopo che hanno salvato la città e sono diventati dei partner in polizia, quindi, se ci pensate, una coppia di investigatori è il presupposto perfetto per un numero potenzialmente infinito di sequel e spin-off, fatti di casi sempre diversi all’interno della città di animali. Ed è proprio da qui che nasce Zootropolis 2, diretto da Byron Howard (già co-regista del primo) e da Jared Bush (sceneggiatore di entrambi).

Judy e Nick sono ora ufficialmente partner lavorativi dopo essere diventati gli eroi di Zootropolis, ma il lavoro in polizia non è semplice come pensavano. Se Nick è semplicemente felice di poter vivere da non ricercato e di poter passare tempo con Judy, quest’ultima è un uragano inarrestabile, pronta a lottare per la giustizia senza guardare in faccia niente e nessuno, compresi gli ordini dei suoi superiori e le raccomandazioni del suo partner. Lodevole da una parte, pericoloso dall’altra. Nick e Judy faticano a trovare un equilibrio proprio a causa di questo temperamento incontrollabile della coniglietta, che sente la necessità incontrollabile di ficcare il naso ovunque, anche se di mezzo di sono i temutissimi serpenti, cacciati da Zootropolis ben cento anni prima, dopo che uno di loro ha compiuto un terribile omicidio. Il centenario di questo tragico evento coincide esattamente con quello della fondazione della città come oggi la conosciamo, opera della lince Ebeneezer Lynxley, che inventò e brevettò la suddivisione della città in aree climatiche adatte a ogni tipo di animale. Tra intrighi, segreti e nuovi amici (e nemici), toccherà al duo più famoso di Zootropolis scoprire la verità e, magari, salvare tutti un’altra volta!

Non giriamoci intorno, Zootropolis 2 è assolutamente un degno seguito del primo film, con lo stesso ritmo incalzante, i colori vivaci, i personaggi interessanti e variegati e, soprattutto, la classica comicità da buddy cop movie. A funzionare sono innanzitutto i due protagonisti, le cui diversità sono il punto di forza della saga. La diversità è in primis visiva: Nick è una volpe dal pelo rosso che indossa sempre abiti dai colori sgargianti (camicia verde nel primo film, fucsia nel secondo), mentre Judy è una coniglietta grigia che indossa sempre varie tonalità di blu. Questa differenza di palette è diametralmente opposta alle loro personalità: ai colori caldi e brillanti di Nick si accosta un carattere ponderato, sarcastico, a tratti freddo, mentre Judy, nonostante i suoi colori tenui, è scoppiettante, impulsiva ed emotiva.

Anche i personaggi secondari sono molto memorabili, in particolare il tenerissimo Gary De Snake, serpentello blu intorno a cui gira l’intera trama del secondo capitolo. Sebbene il suo ruolo sia principalmente quello di spalla comica un po’ à la Olaf di Frozen, è un personaggio molto profondo la cui storia saprà toccare il cuore di tutti gli spettatori. Sono stata piacevolmente sorpresa dall’interpretazione di Max Angioni, che non avevo mai visto nel ruolo di doppiatore: la sua performance è stata molto azzeccata non solo nelle parti comiche, ma anche in quelle più drammatiche, e non avrei mai detto che si trattasse di un talent prima di leggerlo durante la sigla finale. Spassosissima anche l’interpretazione di Michela Giraud nei panni del castoro Nibbles Maplestick, un personaggio che sembra essere stato costruito proprio su misura per la comica romana. E come dimenticare Pawbert Lynxley, il più giovane della famiglia Lynxley che si sente sempre fuori posto in quanto mai preso in considerazione dai suoi parenti, che svilupperà subito una simpatia per Judy.

Insomma, tra nuovi e vecchi amici il cast non fa che ingrandirsi sempre di più, ma Judy e Nick rimangono sempre il fulcro. Se nel primo film i due si erano appena conosciuti, in questo secondo capitolo la volpe e la coniglietta devono imparare a coesistere e a comprendersi l’un l’altra nonostante le loro differenze. Dal punto di vista dello sviluppo della relazione tra i due, questo film sembra porre finalmente le basi per qualcosa di più di un’amicizia tra i due. Disney avrà mai il coraggio di renderli canon, dandomi quel contentino che aspetto da quasi dieci anni? Eddai, saranno anche una volpe e un coniglio, ma si tratta comunque di una coppia etero, non dovrebbe essere così impensabile… giusto? Eppure, Zootropolis 2 è un continuo fare un passo avanti e due indietro nel rendere romantica la relazione tra i due protagonisti, tanto che sono molti i momenti in cui il film sembra finalmente fare il grande passo… per poi tirarsi indietro. La frustrazione che ho provato è stata immensa. No, film, non mi interessa se loro si conoscono da due settimane, per me sono passati NOVE ANNI, sarebbe anche ora che tu facessi baciare questi animali fittizi, ti prego, fallo per la mia sanità mentale!

Tornando alle cose serie, come per il suo predecessore, anche Zootropolis 2 parla principalmente di discriminazione. Se nel primo essa era nei confronti dei mammiferi carnivori, nel secondo è verso i rettili. Ho trovato questo film molto attuale e decisamente più desideroso di rappresentare attraverso gli animali quella che è la situazione americana odierna: Zootropolis è un apparente paradiso in terra, pubblicizzato come un luogo dove tutti vorrebbero vivere e dove ognuno è accettato per quello che è, ma basta uscire di pochi metri dalle zone privilegiate per trovare specie di animali considerate inferiori o non degne di essere parte del “mondo perfetto” che vivono in micro-comunità nella periferia della città. Tutti sono uguali e degni di rispetto, apparentemente, eppure i rettili non vanno bene, perché sono pericolosi, le creature acquatiche non le vogliamo, e i mammiferi? Anche tra di loro ci sono quelli considerati “superiori” e quelli invece “inferiori”.

In conclusione, Zootropolis 2 riesce pienamente nel suo intento di essere una critica sociale alla portata di tutti, colorato, divertente, ricco di azione, ma anche incredibilmente riflessivo. Quindi ora la domanda sorge spontanea: a quando Zootropolis 3?

Zootropolis 2 vi aspetta al cinema da oggi 26 novembre, distribuito da Disney Pictures Italia!

-Tiziana

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