WICKED – PARTE 2 (2025): salvando il salvabile

«Because I knew you, I’ve been changed for good.»

Sembra ieri che il mondo intero è impazzito per la prima parte di Wicked, adattamento di Jon M. Chu del celeberrimo musical di Broadway, a sua volta liberamente tratto dall’omonimo romanzo di Gregory Maguire. Sembra ieri… eppure è passato esattamente un anno! Forse ci siamo solo dimenticati cosa si provi ad avere i sequel a un anno di distanza dal film precedente, cosa scontata forse nel 2010, ma non nel 2025.

La cosa importante è che siamo qui, più forti che mai, pronti a questo Wicked parte 2 (che purtroppo perde il gioco di parole presente in Wicked For Good), questa volta rilasciato in Italia in tre modalità differenti: completamente in lingua originale, completamente doppiato e, infine, dialoghi italiani e canzoni originali.

Questo secondo capitolo, ambientato cinque anni dopo il primo, riprende la storia di Elphaba, ormai conosciuta da tutti come la Malvagia Strega dell’Ovest, e di Glinda, diventata nuova portavoce del Mago, tra epiche battaglie, amori impossibili e un’amicizia che trascende ogni pregiudizio.

Mentre la parte 1 adattava egregiamente i novanta minuti del primo atto del musical in due ore e quaranta, i sessanta minuti del secondo atto si sono qui trasformati in poco più di due ore. Piuttosto bilanciato, all’apparenza. Peccato che, a causa della quantità di avvenimenti cruciali per la trama in questa seconda parte rispetto alla precedente, Wicked For Good risulta essere una costante corsa contro il tempo. Se il primo film si prendeva tutto il minutaggio possibile (forse anche troppo) per sviluppare i personaggi, le dinamiche, i conflitti e, banalmente, la trama, il secondo vive esclusivamente di rendita e non sembra fermarsi un attimo a ragionare. Anche le scene più emotivamente forti che riguardano la prigionia degli animali sono molto meno di impatto rispetto a quelle del primo, sia perché più rare e più corte, sia perché, semplicemente, scritte in modo più superficiale.

Per quanto riguarda la colonna sonora, anche questa seconda parte include canzoni che hanno fatto la storia del musical moderno, come As Long As You’re Mine, No Good Deed, e, ovviamente, For Good, ma, nonostante l’aggiunta di due canzoni originali, anche musicalmente il film vive di rendita, essendo pieno zeppo di reprise. Belli i riferimenti, ma al terzo, quarto, quinto direi basta. E a proposito delle due canzoni nuove, se No Place Like Home di Elphaba, per quanto molto didascalica, è una hit pazzesca, personalmente non ho apprezzato The Girl in the Bubble di Glinda, che risulta sia didascalica sia, ahimé, fastidiosa. D’altronde, non sono affatto fan del falsetto lirico di Glinda, non me ne vogliate.

Le interpretazioni si confermano solide come nel primo film, ricche di pathos, comiche o drammatiche secondo la necessità. Cynthia Erivo, in particolare, è stata proprio la scelta perfetta per Elphaba, grazie alla sua grande espressività facciale, in grado di comunicare un prisma di emozioni in pochi secondi. Una menzione speciale a Ethan Slater, interprete di Boq, che, seppur presente in un numero limitato di scene in quanto personaggio secondario, ci regala un’interpretazione incredibile.

In conclusione, ammetto di essere uscita dal cinema solo parzialmente soddisfatta e un po’ amareggiata. Insomma, sappiamo tutti che anche il secondo atto del musical rispetto al primo lasci un po’ il tempo che trovi, ma speravo che una trasposizione cinematografica sarebbe stata in grado di esaltarne meglio le qualità, soprattutto perché la parte 1 tendeva a prendersi davvero tanto tempo per questioni abbastanza di poco conto. Per una volta che questo “allungare il brodo” avrebbe giovato, ovviamente non è stato applicato.

Bastavano davvero poche scene, in realtà. Per esempio, si poteva sviluppare meglio la lotta interiore di Fiyero, per giustificare in modo più completo il motivo della sua scelta, si potevano inserire tante informazioni riguardo ai cinque anni trascorsi tra i due film, così che non sembrasse – come invece succede – che il distacco temporale sia giusto di qualche giorno o settimana. Queste e tante altre le aggiunte che avrebbero migliorato nettamente il film, invece di, che so, quella scena completamente a caso che fa intendere che Elphaba, Glinda, Fiyero, Nessa e Boq fossero un affiatato gruppo di amici. Quando è successo? Sicuramente non tra il primo e il secondo, per ovvi motivi, quindi deve essere stato per forza durante il primo film, temporalmente parlando. Ma quando? Che, per quanto riguarda la conoscenza di noi spettatori, Fiyero potrebbe non sapere nemmeno chi siano Nessa e Boq, figuriamoci.

Questo è dunque, nel bene e nel male, Wicked Parte 2, che vi aspetta al cinema in tutta Italia, distribuito da Universal Pictures!

-Tiziana

P.S. Un applauso a questo film per aver dato a Dorothy ciò che si meritava: talmente poco screen time da non essere mai inquadrata neanche in faccia (sì, ho sempre avuto problemi con Dorothy, cose mie)

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